Dall’Ucraina arriva l’ennesima storia di corruzione. Stavolta il ministero della Difesa ha scoperto che è evaporato un bel pacco di soldi destinato all’acquisto di armi. Il meccanismo dell’evaporazione è stupefacente e soprattutto impunito. Lo ha spiegato alla testata ucraina Pravda il capo del comitato anti corruzione del Ministero della Difesa.
Una parte – una parte soltanto – di questi ammanchi è stata precedentemente quantificata in 8,9 miliardi di grivne ucraine, equivalenti a 265 milioni di dollari e a 290 milioni di euro circa. Sono anche soldi nostri, dal momento che il bilancio statale dell’Ucraina sopravvive grazie ad aiuti internazionali, compresi quelli cospicui dell’Unione Europea.
I soldi spariti riguardano acquisti e appalti del 2022 per le quali il Ministero ha stipulato contratti con aziende controllate dallo Stato. Incassati i pagamenti anticipati, le aziende non hanno fornito le armi.
LA REAZIONE DEL MINISTERO
Il Ministero della Difesa ha preferito non intentare una causa penale per appropriazione indebita del denaro. Si è invece rivolto ad un tribunale civile per averlo indietro e per incassare le penalità previste in caso di forniture ritardate o mancate. La sentenza del tribunale civile prevedibilmente darà ragione al ministero: i soldi vanno restituiti, le penalità vanno pagate.
Però di solito le aziende appaltatrici non possiedono soldi in cassa e hanno addirittura i bilanci in perdita. Inoltre la legge ucraina non autorizza il tribunale civile a recarsi presso un appaltatore per riscuotere del denaro.
A questo punto, forte della sentenza, il Ministero non potrà che rivolgersi agli ufficiali giudiziari per la riscossione forzata. Ma la richiesta finirà immediatamente in archivio. Infatti è in vigore una moratoria che sospende la riscossione forzata presso aziende controllate dallo Stato.
LA CORRUZIONE IN UCRAINA
Prima della guerra, la grande stampa occidentale parlava dell’Ucraina come di un Paese caratterizzato da un insieme di caratteristiche poco raccomandabili, fra le quali la corruzione. Oggi di corruzione in Ucraina si parla molto meno. Però ogni tanto qualche episodio viene alla luce.
A volte gli scandali sono perfettamente legali, come le migliaia di auto di lusso importate all’inizio della guerra sfruttando le esenzioni belliche su Iva e tasse. Altre volte si può supporre che debbano intervenire i tribunali e che quindi prima o poi ci sia la possibilità – ma esiste davvero? – di fare giustizia. Chissà se qualcuno pagherà per le borracce d’oro e le uova d’oro destinate all’esercito, nonché per i 400 milioni di dollari stanziati dagli Usa per il carburante diesel dell’esercito che secondo il premio Pulitzer Seymour Hersh sono finiti nelle tasche di qualcuno, compreso Zelensky e il suo entourage.
Il fiumi di soldi occidentali diretto verso l’esercito dell’Ucraina è ovviamente perlopiù rivolto all’acquisto di armi. Il contrabbando di armi è la prevedibile ed ovvia conseguenza della corruzione: però se ne parla ancor meno che delle vergogne relative alle forniture. Tuttavia a volte anche il contrabbando di armi emerge. Sono fra l’altro salite alla ribalta le armi dell’Ucraina finite nelle mani degli jihadisti in Africa.
GIULIA BURGAZZI

















