di Giulia Bertotto.

Roma, sgombero per Stadio. È il 10 aprile 2024 e “La città sbarca nell’era del 5G, attivi i primi 4 hotspot in piazza del Campidoglio” annunciano trionfanti le principali agenzie di stampa.

Per rispettare il cronoprogramma giubilare si procederà ad attivare la rete in una piazza ogni sette giorni: prossima tappa la stazione Tiburtina, ed entro l’estate sarà connesso il Circo Massimo, dove è previsto un importante dispiegamento di hotspot per la copertura dell’intera area. “Questo consentirà di evitare le antenne in occasione di grandi eventi e concerti”, ha spiegato il sindaco Roberto Gualtieri. Altri interventi importanti riguardano piazza San Giovanni, piazza San Pietro e Tor Vergata: le tre aree principali dei percorsi giubilari. Nelle prime due piazze “ci saranno circa 30 hotspot ciascuno perché sono molto grandi”.

Il Campidoglio ha affidato i lavori alla società Boldyn, che sul suo sito così si descrive: Infrastrutture di rete condivise. Soluzioni di connettività all’avanguardia. I trasporti connessi, i luoghi pubblici, le imprese, le reti di nuova generazione e le Smart City offriranno nuove opportunità di migliorare il modo in cui le persone vivono e lavorano. Libera la potenza di un futuro interconnesso con Boldyn Networks.

DALLO STADIO OLIMPICO ALLO STATO SOCIALE

“Tra i luoghi che oggi sono veri e propri buchi neri di rete, in occasione degli eventi, il sindaco – la cui passione per le partite di calcio è nota – non ha dimenticato lo stadio Olimpico: Ho chiesto anche a Sport e Salute di ragionare sull’installazione degli stessi hotspot allo Stadio Olimpico in modo da risolvere la problematica, per gli spettatori, della connessione durante le partite di calcio, ha affermato per NOVA.

È invece di pochi giorni fa, precisamente dell’8 aprile, la notizia che nell’area dove sorgerà lo stadio Giallorosso di Pietralata, si sarebbero svolti sgomberi di persone senza fissa dimora in assenza del personale che questo tipo di operazioni richiede:

”Sono rammaricato nell’apprendere che questa mattina la ditta incaricata dall’AS Roma di eseguire i carotaggi geognostici propedeutici alla realizzazione del nuovo stadio giallorosso ha effettuato l’intervento senza la presenza degli operatori del servizio di pronto intervento sociale. Le operazioni, infatti, hanno portato all’abbattimento e rimozione di tutte le strutture che i senza fissa dimora, di cui molti provenienti dal Baobab della stazione Tiburtina, si erano costruiti come rifugio notturno proprio in quell’area” ha detto il consigliere dell’Alleanza Verdi-Sinistra e il presidente della Commissione Sport di Roma Capitale Nando Bonessio.

”Pur comprendendo la necessità della società giallorossa di accelerare le tempistiche per studiare il terreno su cui dovrebbe sorgere il corpo di fabbrica del nuovo stadio, sono allo stesso modo convinto che questi interventi debbano avvenire in modo corretto, trasparente e nel pieno rispetto della vita e della dignità delle persone, soprattutto se più deboli e indifese. Si tratta di azioni che di solito vengono programmate prevedendo, oltre la presenza della Polizia locale, anche il coinvolgimento e l’assistenza del pronto intervento sociale che invece, a quanto si apprende, non era presente quest’oggi” ha continuato.

”In qualità di Presidente della Commissione Sport vigilerò sul prosieguo delle attività per la realizzazione della nuova casa della Roma calcio che, per il futuro, dovrà necessariamente svolgersi rispettando regole e procedure” ha concluso Bonessio.

Il citato Servizio di Pronto Intervento Sociale, attivo 24 ore su 24 -leggiamo sul sito di Roma Capitale- garantisce interventi urgenti rivolti ad ogni area di emergenza sociale nell’ambito della famiglia, minori, anziani, senza dimora, immigrati, donne vittime di violenza, e altre situazioni di solitudine, disagio e sofferenza.

Il sindaco, appassionato di sport, non ha quindi dimenticato lo Stadio Olimpico. Ricorda anche le 22mila persone che vivono per strada a Roma[1]? Quale connessione potrà illuminare questo drammatico buco nero?

SGOMBERIAMO IL CAMPO DAGLI EQUIVOCI MA NON DIMENTICHIAMO LE PERSONE

Già che ci siamo, sgomberiamo il campo anche dagli equivoci e dalle ipocrisie: è chiaro che la nuova rete hotspot rappresenta un grande salto di qualità per la cittadinanza romana, per gli studenti, e anche per i turisti, perciò per l’intero indotto economico dell’Urbe.

Ed è certo anche il fatto che non possiamo pensare di risolvere il complesso e multifattoriale fenomeno dei senza fissa dimora, causato dall’intreccio di elementi collettivi e personali di tipo economico, occupazionale, sociale, psicologico, con servizi occasionali di cortesia durante gli sfollamenti.

Ma vogliamo almeno soffermarci su questa disattenzione niente affatto episodica, ennesimo triste esempio delle contraddizioni del nostro tempo, delle nostre frenetiche città, riflesso del nostro modo di concepire l’Umano e di distribuire opportunità e benessere.

Roma, che capoccia!

[1] Dati Openpolis aggiornati all’anno 2023.

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