di Valentina Bennati.

Ok dalla Camera alla proposta di legge che punta a istituire una Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV- 2. Il sì è arrivato nella giornata di ieri, mercoledì 14 febbraio, con 132 voti favorevoli, 86 contrari e un astenuto.

Dunque il testo, già passato all’esame del Senato, diventa definitivo.

È previsto che facciano parte di questa commissione quindici senatori e 15 deputati, nominati rispettivamente dai Presidenti dei due rami del Parlamento. Dovranno fare chiarezza sull’operato del Governo Conte II, in carica durante l’emergenza COVID, e del Ministero della Salute, guidato dall’allora Ministro Roberto Speranza.

È stata respinta, invece, la richiesta di verificare i ruoli avuti dalle Regioni e dagli Enti Locali e le misure da loro adottate. Ecco, già questo fatto di escludere l’operato delle Regioni fa riflettere: come si può pretendere di ricostruire in modo completo gli eventi, non tenendo in considerazione anche le scelte effettuate dagli Enti Locali in quel periodo?

La verità non potrà emergere neppure se i vaccini continueranno a rimanere intoccabili, se non verranno analizzati i contratti di acquisto, se non verranno ascoltate le Associazioni dei danneggiati e se non sarà indagata la farmacovigilanza passiva che, appunto, è rimasta inattiva di fronte alle numerose segnalazioni dei cittadini che registravano eventi avversi.

Inoltre, dovrebbero essere coinvolti nei lavori esperti indipendenti senza conflitti di interesse.

Succederà? Sono tanti, troppi, gli aspetti da investigare nella gestione pandemica, il periodo più oscuro della nostra storia recente, e farà la differenza se ad agire sarà una Commissione realmente priva di condizionamenti oppure no.

 

Tratto da: https://web.telegram.org/k/#@CDCPiuSalute

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