Sono passati 10 anni dall’uccisione di Trayvon Martin, l’adolescente afroamericano la cui morte prematura avrebbe dato vita al movimento Black Lives Matter. Ed è con un post sui social media che i BLM hanno cominciato la loro attività. In risposta all’assoluzione dell’uomo che ha ucciso Martin, George Zimmerman, Alicia Garza ha pubblicato su Facebook “una lettera d’amore nei confronti delle persone di colore”, esprimendo i suoi sentimenti di dolore e ingiustizia. Un’amica, Patrisse Cullors, ha poi ripubblicato la lettera con l’hashtag #BlackLivesMatter. Un altro amico, Opal Tometi, si è impadronito del nome di dominio e degli account dei social media. Sono nati contemporaneamente uno slogan, un’organizzazione e un movimento. Nel 2020 tutto ciò ha fatto il giro del mondo.

Ma dopo un decennio di questo nuovo movimento “antirazzista”, di una nuova politica dell’identità razziale americana globalizzata, cosa ha di fatto ottenuto BLM? Innanzitutto, ha raccolto un sacco di soldi. Le recenti controversie sulla “Black Lives Matter mansion” – una proprietà da 6 milioni di dollari acquistata silenziosamente dalla Black Lives Matter Global Network Foundation (l’organizzazione principale di BLM) nel 2020 – ci hanno ricordato quanto siano sbalorditive le somme raccolte. Sulla scia dell’omicidio di George Floyd, sono arrivate donazioni di aziende come Amazon, Microsoft, Airbnb e Unilever. Secondo BLMGNF, il movimento ha chiuso il 2020 con 60 milioni di dollari  netti.

Ben prima di scoprire la villa – che secondo BLM è stata acquistata allo scopo di creare “contenuti”, anche se finora ne sono stati creati pochi di contenuti – gli attivisti del movimento erano in disaccordo  per come venivano prese le decisioni e come venivano spesi i soldi . Nel novembre 2020, 10 diversi rami del movimento hanno firmato una lettera aperta chiedendo maggiore responsabilità nelle spese. Le famiglie di alcune delle vittime di violenza da parte della polizia hanno accusato la leadership di BLM di “trarre profitto dai loro figli morti”.

Patrisse Cullors si è dimessa dalla carica di direttore esecutivo di BLMGNF lo scorso maggio, a seguito delle proteste per il proprio portafoglio continuamente in espansione. Ha detto di aver finanziato le sue quattro case attraverso il suo libro e altri affari a esso relativi, ma questo ha solo messo in evidenza quanto bene lei e altri insieme a lei abbiamo saputo trarre il meglio dal movimento, mentre quelli sul campo lottano per sbarcare il lunario.

Tutto ciò pone la domanda: chi trae beneficio da BLM? È, almeno in termini di portata internazionale, la più grande campagna antirazzista della storia moderna. Ma non c’è una politica o un obiettivo politico che si possa facilmente assegnarle. La sua missione principale sembra essere la perpetuazione della propria narrativa cupa e apocalittica, con il costante impegno sul proprio sito Web volto a “sradicare la supremazia bianca e costruire un potere locale per intervenire contro la violenza inflitta alle comunità nere dallo stato e dai vigilantes”. Il suo risultato principale è stato l’integrazione dell’idea che l’America è un paese ormai perduto,  e che la polizia razzista sta terrorizzando le comunità nere – fantasie deliranti che non sono confermate però dall’evidenza. (…)

Nel frattempo, milioni di dollari hanno continuato a confluire nelle casse di BLM e, cosa che ora sappiamo con certezza, sono finiti anche nelle tasche delle società immobiliari californiane di fascia alta. Gran parte di questi fondi proveniva dai colossi del capitalismo moderno. Google, Apple e Microsoft erano così desiderosi di donare a Black Lives Matter che a un certo punto hanno quasi donato milioni a un ente chiamato Black Lives Matter Foundation, che tuttavia nulla aveva a che fare con il BLM vero e proprio (ed era, per inciso, più favorevole alla polizia ).

Gli incapaci di destra che rimproverano queste aziende per aver sostenuto un’organizzazione “marxista” non capiscono completamente il motivo che sta dietro a questa mossa. Black Lives Matter non è mai stata una minaccia per coloro che occupano posizioni di potere. Se non altro, ha causato invece la maggior parte dei danni a coloro che stanno in fondo alla scala sociale, consentendo peraltro agli attivisti di acquistare case e alle società di farsi vedere virtuose.

Per i veri progressisti, il compito del prossimo decennio sarà liberarci dell'”antirazzismo” neoliberista che il movimento BLM ci ha lasciato.

di Tom Slater, traduzione Martina Giuntoli

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