Dopo la richiesta di radiazione dall’albo per Roberto Burioni portata avanti dal Codacons il 24 luglio scorso in merito al famoso tweet sui “sorci”, ora il Codacons Reggio Calabria ha denunciato alla locale Procura della Repubblica, in una querela presentata dalle avvocatesse Antonia Condemi e Serena Denise Albano, lo stesso Burioni, l’infettivologo Matteo Bassetti e il virologo Fabrizio Pregliasco per

“pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico; propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa; istigazione all’odio tra le classi sociali; boicottaggio”.

Stando a quanto pubblicato in un comunicato e in un articolo del Quotidiano del Sud, infatti, per le due legali di Reggio Calabria, i tre esperti si sarebbero macchiati di “Dichiarazioni di una gravità inaudita” che presentano “svariati profili di illeceità penale”.

Le avvocatesse stigmatizzano l’imposizione  di  qualunque  forma,  esplicita  o  mascherata,  di  obbligo  vaccinale  e  relative  limitazioni  alle  libertà  individuali  per  chi  sceglie  di  non  sottoporsi  a  inoculazione (e che di conseguenza viene boicottato e denigrato).  Una  discriminazione  che  violerebbe  peraltro i princìpi  giuridici  costituzionali  e  comunitari:

“Queste  “categorie”  di  persone  che  non  aderiscono  sic  et  simpliciter  a  ciò  che  gli  viene  imposto  (con  atti  amministrativi,  illegittimi  perché  incostituzionali)in  quanto  non  ne  comprendono  il  senso  e  talora  finanche  la  logica,  diventano  “negazionisti”,  “complottisti”,  “no  vax”,  “dissidenti”,  insomma:  gente  da  tenere  alla  larga.  Queste  persone,  untori  della  collettività,  devono  essere  “controllate”e  “punite” […] il diktat è il seguente: coloro che non si sottopongono al siero sperimentale (perché di questo si tratta e non di vaccino) pur in assenza di un obbligo di legge che lo imponga, non possono avere gli stessi diritti di coloro che invece hanno deciso di farsi inoculare il farmaco senza peraltro essere correttamente informati con conseguente vizio del consenso prestato all’atto della sottoscrizione del ‘modulo’”.

Nell’esposto del Codacons si invitano tutti i cittadini a denunciare “qualunque atto discriminatorio lesivo dei propri diritti fondamentali”. Inoltre, le due legali preannunciano di essere già al lavoro per “depositare ricorsi in caso di licenziamento dei lavoratori che scelgono legittimamente di non sottoporsi al farmaco” e di garantire assistenza legale a “tutte le attività commerciali che altrettanto legittimamente decideranno di non richiedere il green-pass”.

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