Clochard lasciati morire di freddo perché senza pass: le nuove frontiere del nazismo sanitario

clochard freddo

La questione del green pass in Italia sta superando ogni limite di violazione dei diritti umani. E non solo per la questione del diritto al lavoro, questione sulla quale Draghi ha violato, nel silenzio tombale del cosiddetto “garante”, nientemeno che il primo articolo dell’oramai defunta “Costituzione più bella del mondo.. No, si sta facendo qualcosa di peggio: si nega un tetto a chi un tetto non ha. E questo nel mese di gennaio.

A Roma sono morti di freddo cinque clochard in un mese. Morti evitabili se questi senzatetto fossero stati ricoverati. Ma non erano vaccinati ed erano senza green pass.
Ecco la giustificazione di Lucia Ercoli, la presidente della onlus Medicina Solidale (pensa se non era solidale) che gestisce l’ambulatorio di San Pietro. “Molti clochard soffrono di problemi psichiatrici, spesso rifiutano tamponi e vaccini e quindi non possono accedere ai mezzi pubblici o ai locali di accoglienza”. Leggi: sono matti perché non si vaccinano, e quindi non li possiamo accogliere. Al di là del messaggio chiaro di “psichiatrizzazione del dissenso” di marca sovietica, ma anche se avessero davvero problemi mentali per questo non hanno diritto ad essere salvati?

Anche per mangiare alla Caritas ci vuole il green pass. Questo è raggelante: tanta retorica sui muri da abbattere, sui migranti, sui meno fortunati ma alla prova dei fatti è bastata un’influenza a mettere in luce un’ipocrisia spaventosa. Se non hai il lasciapassare muori di freddo o non mangi. Che differenza con la Chiesa controriformista uscita dal Concilio di Trento: quei cattivoni come il cardinale Borromeo che teneva le donne a distanza, faceva l’inquisitore ma andava in mezzo ai malati di peste a portar loro conforto.

Ma al di là dei raffronti storici, siamo in presenza di una palese violazione dei diritti umani, nel silenzio assordante dei vari “avvocati dei migranti” che accusavano Salvini di essere un mezzo nazista. E non stupisce che anche Amnesty International abbia fatto un richiamo all’Italia sulla questione della discriminazione.

La protezione dei più deboli è un dovere primario. L’articolo 3 della Costituzione recita ““Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. In futuro bisognerà aggiungere anche “senza distinzione di stato di salute”.

ANDREA SARTORI

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