La sindacalista di Usb Pisa, Cinzia Della Porta, denuncia la scoperta dentro l’aeroporto civile di Pisa, di materiale bellico da inviare presumibilmente  in Polonia . “Spacciano l’invio di armi per aiuti umanitari. I lavoratori non possono restare silenti di fronte ad un simile fatto. Ci hanno detto che non succederà più”.

Questo sostiene la sindacalista ai nostri microfoni, sottolinenando come non si trstta solo di una questione etica: maneggiare materiale bellico non è lo stesso che spedire casse di viveri, abiti o articoli per la casa, sopratutto all’interno di un aeroporto civile. La parola d’ordine dovrebbe essere sicurezza, dice il buonsenso, ma lo dicono  anche le procedure  e le regolamentazioni di volo di uno scalo civile importante come quello di Pisa. Senza contare l’incolumità di eventuali passeggeri e per le persone che abitano nei dintorni dell’aeroporto di Pisa.

Cinzia Della Porta ribadisce ” la contrarietà alla guerra ma sopratutto la contrarietà all’invio di armi, che non può essere risolutiva all’interno di un conflitto, anzi l’esatto opposto”.

“Questo vale sopratutto per una Nazione ormai in ginocchio” che dovrebbe pensare alla ripresa economica piu che alla partecipazione di una guerra.”

 

” La maggior parte delle testate mainstream- ha detto la sindacalista-  pur chiamando per informarsi, non hanno dato risalto alla notizia , o la hanno ignorata del tutto : nel caso peggiore, si sono permessi di fare anche ironia”.

Toscana Aeroporti, la società che gestisce lo scalo di Pisa, e il COVI , Comando Operativo di Vertice Interforza, il cui responsabile è Paolo Figliuolo hanno rilasciato, il giorno dopo l’episodio, due dichiarazioni abbastanza diverse.

Da un laconico “Non succederà mai piu, ve lo garantiamo” da Toscana Aeroporti, si passa ad una dichiarazione del COVI che candidamente spiega che viste la notevole quantità di manovre militari nel vicino scalo militare, alcune di queste operazioni sono state deviate sullo scalo civile.

I trasporti civili italiani non sono certo nuovi a queste “esperienze”:  la scoperta di sabato segue infatti quella  dei porti di Genova e di Livorno nei mesi scorsi.

Anche in questi casi si trattava di scali civili e anche in quei casi erano stat rinvenute armi destinate ad Israele nel caso di Genova, e presumibilmente Arabia Saudita nel secondo caso.

Anche in quel caso i portuali si rifiutarono di caricare. E Scattarono gli scioperi.

Ma le cattive abitudini sono dure a morire.

 

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