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Cbdc e microchip nell'agenda di Davos, parola di Richard Werner

Cbdc e microchip nell’agenda di Davos, parola di Werner

Valute centralizzate (Cbdc) e microchip sotto pelle nell’agenda di Davos, parola del professor Richard Werner.

Economista e autore tedesco nonché docente dell’università di Winchester, Werner sostiene che in un futuro prossimo i cittadini avranno bisogno di un microchip sotto pelle per fare le cose più banali, come acquisti o avere una vita sociale. Non sarà un dispositivo qualunque, però. Si tratterà di un microchip per le Cbdc, ovvero le Central bank digital currency, le valute digitali centralizzate tanto sognate da Davos & Co.

WERNER E DAVOS

Werner è un osservatore privilegiato. Un tempo faceva parte dei Global leaders for tomorrow, l’organizzazione fondata da Klaus Schwab nel 1993 nonché appendice diretta del World economic forum (Wef).

L’associazione Global leaders for tomorrow fu chiusa poco dopo essere stata aperta. L’obiettivo, secondo Werner, era far fuori coloro che avevano espresso pesanti perplessità a proposito del super potere delle banche centrali ed in particolare della Bce. Considerazione, questa, che l’economista ha anche ripetuto durante un suo intervento a Hay-on-Wye in Galles, in occasione del festival itinerante How the light gets in, a maggio 2023.

“In un primo momento pensammo che il Wef volesse semplicemente riorganizzarsi e quindi accettammo la chiusura del programma. Poi però dopo poco aprirono gli Young global leaders e ovviamente non ci invitarono a farne parte”, ha raccontato Werner in una intervista rilasciata a Taylor Hudak: “Non credo gradissero i miei interventi sulla questione perché mettevo sempre in dubbio le banche centrali. In particolare chiedevo sulla base di cosa queste si arrogassero il diritto di fare quel che facevano”.

REDDITO UNIVERSALE E CREDITO SOCIALE

Werner durante il suo intervento all’Amsterdam science summit del 2022 ha parlato specificamente di Cbdc e di Agenda 2030.

“Ti daranno 2.000 euro al mese sul tuo conto. Ma al contempo ti diranno che per far funzionare tutto nel modo più efficiente avranno bisogno di gestire la mole di dati attraverso le ultime tecnologie. Ecco che ti faranno credere di aver bisogno di impiantarti un apposito microchip per Cbdc”, spiega Werner:  “L’idea di reddito universale non nasce oggi ma è nell’aria da molto tempo. I cosiddetti decisori ne parlano apertamente almeno dal 2015. Poi è stato Bill Gates a parlarne di nuovo nel 2017, ma qualcosa ancora mancava. Sebbene avessimo la tecnologia, mancava nella popolazione l’idea dell’identità digitale e della sua necessità. Ma a far questo è stato d’aiuto il Covid”.

Come spiega l’economista tedesco, “la Cbdc è una valuta che si basa sul comportamento dei cittadini. Se ad esempio sei stato critico in merito alla politica del tuo governo oppure delle banche centrali, le cose si complicano. Immaginarsi poi se osi star fuori dalle zone denominate città dei 15 minuti. Allora sì che scoprirai quanto poco conti. Queste cose si sono già viste in Cina. Ci sono moltissimi video online dove qualcuno prova a comprare un biglietto e non funziona perché il suo credito sociale è basso”.

È importante comprendere che i decisori utilizzeranno computer e algoritmi per gestire il sistema, ma non ci metteranno mai la faccia. Esattamente in virtù di ciò, l’individuo non sarà più tale, ma diverrà solo un codice. E se mai qualcuno si dovesse ribellare al blocco del proprio denaro, non si scomoderanno nemmeno, ma risponderanno con risposte automatizzate sul telefonino o via mail.

CBDC E INFLAZIONE

I decisori centrali, secondo l’esperto tedesco, stanno orchestrando l’inflazione per coprire le modifiche in corso ai sistemi bancari. E utilizzerebbero l’inflazione ogni volta che ne hanno bisogno, come ad esempio negli anni ’70 quando sono passati dal dollaro basato sull’oro al petrodollaro. Sta accadendo la stessa cosa per nascondere il passaggio dal petrodollaro alle valute digitali centralizzate?

“Per anni hanno presentato l’economia come una scienza esatta, proprio come la matematica”, prosegue Werner: “Se fai una cosa, ne conseguirà necessariamente un’altra. In realtà non è così. E siccome le élite lo sanno, si avvalgono del ragionamento praticamente inverso. Ovvero, partono da ciò che vogliono raggiungere per poi capire come fare a raggiungerlo”.

E l’obiettivo finale, facile da capire, seppur non da attuare, è il controllo totale sulla popolazione e la centralizzazione delle politiche e dell’economia: “Le economie che hanno provato la centralizzazione massima in passato sono fallite miseramente e fa davvero tristezza vedere che di nuovo si stia percorrendo questa strada. Ecco perché sarebbe stato complesso far accettare alla gente non solo questo progetto economico ma anche l’impianto del microchip. I leader hanno pensato che fosse necessario cambiare strategia, ovvero passare dalla crisi economica alla paura della morte. Ed ecco che si torna a parlare di Covid e di armi biologiche”.

CBDC, BCE E COMMUNITY BANKS

Ma accettare il microchip potrebbe avere anche un’altra devastante conseguenza: “Dal Wef abbiamo imparato che quando ci viene inserito qualcosa nel corpo non si è più completamente umani. Questo da un punto di vista legale, una volta divenuti robot umanoidi, potremo mantenere i nostri diritti? Non credo”.

In una intervista del 2022 a Cointelegraph, Werner ha sottolineato come le Cbdc siano una dichiarazione di guerra al sistema bancario tradizionale e la Banca centrale europea in particolare stia lottando per avere la centralizzazione assoluta della moneta.

Nella stessa intervista Werner aveva sottolineato l’importanza di preservare la decentralizzazione e di mantenere community banks (piccole banche locali) in regola con le licenze necessarie per stampare denaro: “Più banche con licenza e catena di controllo blockchain potrebbero rappresentare l’alternativa perfetta al tentativo estremo di centralizzazione che stiamo vivendo”.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

 

 

 

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