Caso Zitromax: sparisce il farmaco anti-Covid. Per spingere il vaccino o per impedire le cure?

Zitromax

E’ sparito da tutte le farmacie italiane lo Zitromax, il farmaco anti-Covid targato Pfizer. E dietro questa sparizione dai banchi dei farmacisti si nota l’ennesima spinta verso il vaccino.

Infatti praticamente tutti gli articoli di giornale che parlano di questa vicenda riportano i vari pareri che sostengono che lo Zitromax non serva contro il Covid. Subito l’Adnkronos, nel parlare della sparizione dello Zitromax dalle farmacie, riporta un parere dell’Aifa: “non esistono antibiotici efficaci contro il Covid”. Vengono poi riportati anche i pareri del trio Burioni, Bassetti e Pregliasco sul farmaco. E ovviamente anche loro si esprimono sul fatto che lo Zitromax non servirebbe.

Ma la cosa non è normale. E a sostenerlo è il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia in una sua intervista a Sanità Informazione

“L’Italia è l’unico paese in Europa in cui lo Zitromax è introvabile” dice Tobia. Ma l’Italia è anche l’unico Paese in Europa nel quale la campagna vaccinale ha assunto i contorni di una vera follia collettiva.E qui potrebbe essere la spiegazione vera, al di là di quelle date dai vari medici: devi vaccinarti, volente o nolente

Ma non solo. Le parole di Pregliasco sono rivelatrici: “C’è stato un uso esagerato (di Zitromax) perché i vari ‘Ippocrate.org’ lo pensano utile in caso di Covid per questa azione immuno-modulante” Ed ecco la polemica contro le cure domiciliari che tuttavia hanno salvato migliaia di vite, mente i protocolli del Ministero su “tachipirina e vigile attesa” sono stati ptrotocolli omicidi

L’unico Paese in Europa dove manca lo Zitromax. L’unico Paese in Europa che sta letteralmente uccidendo i suoi abitanti.

ANDREA SARTORI

Andrea Sartori

Andrea Sartori (Vigevano, 20 febbraio 1977), diplomato presso il liceo classico "Benedetto Cairoli" di Vigevano, si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Pavia con una tesi sull'Egitto greco-romano.

Giornalista pubblicista, insegna per qualche anno presso una scuola privata vigevanese prima di intraprendere la carriera giornalistica prima come corrispondente locale presso i giornali L'Informatore Lomellino, La Lomellina e La Provincia Pavese per poi trasferirsi a Mosca dove insegna la lingua italiana presso la scuola steineriana di Laryushino (Oblast' di Mosca) e collaborare con la facoltà di medicina dell'Università Statale di Mosca per la cura dell'opera di Galeno.

Continua a collaborare giornalisticamente col Giornale di Reggio per il quale recensisce alcune mostre a Mosca.

E' autore di due romanzi: Dionisie: la prima inchiesta di Timandro il Cane (IBUC edizioni 2016) e L'Oscura Fabbrica del Duomo (IBUC edizioni 2019), "Acheruntia" (Kraken edizioni, 2021) ed è stato finalista ai premi di poesia "Settembre a Milano" (1998) e "Val di Magra" (1999).

Parla tre lingue (inglese, francese e russo). Sposato, ha un figlio

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