Fermento parossistico per il rincaro stratosferico del gasolio. Non ci sono altre parole per descrivere la situazione dei camionisti, dal cui lavoro dipendono gli approvvigionamenti di fabbriche e supermercati. Quelli di Trasporto Unito si sono già fermati ad oltranza da oggi, lunedì 14: in corso blocchi a porti ed autostrade. Gli autotrasportatori di Conftrasporto lo faranno il 19 marzo.

C’è poi la grana della Sardegna, dove gira la voce che lo sciopero dei camionisti iniziato oggi durerà per 15 giorni. Di ufficiale, ci sono solo le smentite. Però i sardi hanno preso le loro contromisure: ripetuti assalti ai supermercati durante tutta la scorsa settimana per fare provviste di viveri. Scene analoghe si stanno verificando oggi in tutta Italia.

Il ministro Patuanelli assicura che non c’è ragione per svuotare i supermercati, né in Sardegna né altrove: andrà tutto bene, dice in sostanza. Però per andare incontro ai camionisti servirebbe uno scostamento di bilancio, così da offrire loro gasolio a prezzo in qualche modo ribassato o calmierato. Notoriamente, il primo ministro da quell’orecchio non ci sente e non sembra intenzionato a cominciare a farlo proprio ora.

La cronaca delle ultime ore sembra una riedizione degli scioperi spontanei avvenuti tre settimane fa, quando già il gasolio era abbondantemente rincarato ma non era ancora andato alle stelle per lo scoppio della guerra. Stanotte i camionisti hanno bloccato l’autostrada A1 in Campania. In Sardegna sono paralizzai porti, strade statali, zone industriali.

Al momento sono ferme ad oltranza 70.000 imprese di Trasporto Unito. In teoria, la Commissione di Garanzia ha bocciato il loro sciopero: non è indicata la data in cui finisce e il preavviso è stato troppo esiguo. In pratica però i camionisti scioperano lo stesso.

Ma quello di oggi dovrebbe essere solo l’antipasto. Unatrasp, che dice di raccogliere il 90% delle imprese, non si è limitata ad indire uno sciopero per sabato 19. Lascia capire che da quel giorno si verificheranno varie manifestazioni, salvo miracoli scaturiti da un incontro col Governo.

E il Governo cosa ha da dire? Che il rincaro così alto del carburante è solo truffa e speculazione, come afferma il ministro Cingolani. Però bisognerebbe spiegargli che al governo c’è lui. Se si tratta di truffe e speculazioni, toccherebbe proprio a lui e ai suoi colleghi intervenire.

GIULIA BURGAZZI

 

  • 3549 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3203 Sostenitori