La propaganda vaccinale ha deciso di colpire anche i più piccoli: dalla CNN che ha utilizzato i personaggi di Sesame Street per promuovere il siero anti-Covid a Capitan Vaccino, il personaggio creato ad hoc dalla Regione Liguria per lanciare la campagna vaccinale per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. Il potere sta sfruttando le tecniche auree dell'ingegneria sociale per convertire i bambini al nuovo culto scientista e assoggettare le masse al dio vaccino.
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Negli ultimi mesi, la propaganda vaccinale ha esteso la sua portata, mirando non solo agli adulti ma anche ai bambini. Questa strategia è emersa in modo evidente con l'introduzione di personaggi come Capitan Vaccino, creato dalla Regione Liguria per promuovere la vaccinazione tra i più piccoli, in particolare tra i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. L'iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di ingegneria sociale, dove il potere cerca di plasmare le opinioni e i comportamenti delle masse attraverso tecniche di persuasione mirate.
La campagna vaccinale per i bambini non è un fenomeno isolato. A livello globale, si sono registrati tentativi simili, come quello della CNN che ha utilizzato i personaggi di Sesame Street per incoraggiare i bambini a ricevere il vaccino anti-Covid. Queste azioni rivelano una strategia ben congegnata, che sfrutta la familiarità e l'affetto dei bambini per i supereroi e i personaggi animati, per legare l'idea della vaccinazione a concetti di protezione e coraggio. In questo modo, si tenta di trasformare il vaccino in una sorta di “siero magico” capace di conferire superpoteri, creando un parallelo tra la vaccinazione e l'immaginario collettivo dei supereroi.
In Italia, la figura di Capitan Vaccino è emblematica di questa tendenza. Il personaggio è stato accolto con entusiasmo e ha ricevuto addirittura un “diploma di coraggio” da assegnare ai bambini che accettano di vaccinarsi. Questa iniziativa non è isolata; altre campagne simili sono state lanciate in diverse regioni, come l'uso della Pimpa a Firenze e di Orso a Bari, dimostrando un approccio coordinato e strategico nel coinvolgere i più giovani nella narrativa vaccinale.
Tuttavia, l'uso di tecniche di ingegneria sociale per influenzare i bambini solleva interrogativi etici significativi. La manipolazione dell'immaginario infantile, attraverso personaggi e narrazioni familiari, potrebbe avere effetti a lungo termine sulla loro percezione della scienza e della salute. Questa forma di indottrinamento precoce rischia di creare una generazione di individui che accettano passivamente le verità imposte, senza sviluppare un pensiero critico. Si può osservare come la narrazione pandemica si intrecci sempre più con la propaganda, rendendo difficile distinguere tra informazione e persuasione.
In un contesto in cui la democrazia e i diritti individuali sembrano erosi da misure sempre più restrittive, è fondamentale riflettere sulle implicazioni di tali campagne. La creazione di un culto scientista, che glorifica la scienza come unica verità, può portare a una società in cui le opinioni dissenzienti sono non solo ignorate, ma anche stigmatizzate. Si tratta di una deriva preoccupante, che merita un'attenzione critica e un dibattito aperto su come le politiche sanitarie vengono comunicate e recepite, specialmente quando si tratta dei più vulnerabili, i bambini.
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