La vicenda di Dostoevskij è stata solo l’antipasto. Con zelo  ufficialmente non richiesto, ampi settori della società occidentale stanno confezionando sanzioni fai-da-te alla Russia.

Alcune sembrano uscite da Lercio e fanno anche sorridere. Altre fanno paura perché riguardano la medicina e si ripercuotono sulla salute di tutti.  Tutte quante tagliano dei ponti completamente pacifici.

Non si muovono solo le multinazionali che, attraverso l’embargo dei loro prodotti, sperano di suscitare e alimentare sentimenti popolari antiputiniani. Perfino i gatti e i cani dell’Occidente voltano le spalle agli omologhi quadrupedi russi. Ecco un’antologia di sanzioni nazionali e internazionali fai-da-te.

  • Le multinazionali lasciano in massa la Russia e sospendono la vendita dei loro prodotti: Nike, Ikea, Apple, H&M, DHL, Netflix
  • Anche la Lego blocca la consegna dei suoi giocattoli
  • Adidas, la multinazionale dell’abbigliamento sportivo, interrompe la partnership con l’equivalente russo della Federcalcio
  • Gli allevatori di cani di razza riuniti nella FCI, Federation Cynologique Internationale, vietano alla Federazione Cinofila Russa  di organizzare manifestazioni che mettono in palio titoli FCI. Praticamente, la FCI ripudia gli allevatori russi e i loro cani
  • Potevano gli allevatori di gatti di razza essere da meno? Certo che no. L’ICI, International Cat Federation, espelle i gatti russi dalle manifestazioni internazionali
  • In USA, si invitano i cocktail bar ad abolire il cocktail Moscow Mule o ribattezzarlo “Kiev Mule”, che suona pure malissimo.
  • La Biennale di Venezia accetta artisti russi solo se si oppongono all’attuale regime
  •  La NATAS (National Academy of Television, Arts & Sciences) statunitense esclude qualsiasi produzione legata al Cremlino dagli Emmy Award, uno dei premi più importanti del mondo televisivo
  • Ma anche Hollywood ha appena deciso che a Mosca nessuno potrà più vedere i nuovi kolossal “politically correct” in uscita, come Batman o altri.
  • La FIA, Federazione Automobilismo, bandisce i piloti russi: possono correre solo se “apolidi”. L’Inghilterra invece li bandisce del tutto.
  • Il Comitato paralimpico internazionale invece procede alla sanzione più ignobile: niente Olimpiadi per i ragazzi disabili russi e bielorussi, così imparano.
  • Il mondo della moda chiede di chiudere tutte le esportazioni del lusso verso la Russia: insieme agli oligarchi, si sanzionano così anche le aziende italiane e francesi.
  • La Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna sospende ogni collaborazione con le organizzazioni ufficiali russe. Praticamente, niente libri russi alla prossima fiera.
  • Non solo le case editrici ma anche gli scrittori. La SIAE, Società Italiana Autori Editori, annuncia lo stop al pagamento dei diritti d’autore alle società russe. Praticamente gli scrittori russi non ricevono più compensi quando i loro libri sono venduti in Italia. La SIAE attende a piè fermo la simmetrica sanzione da parte della sua omologa russa. Non è dato di sapere come l’abbiano presa gli autori italiani i cui libri sono pubblicati anche in Russia
  • La COOP del Canton Ticino, in Svizzera, cessa l’acquisto di prodotti russi: e ovviamente anche la vendita, a scorte terminate. Eppure un cicchettino di vodka potrebbe aiutare a sopportare questi tempi così cupi…
  • A Roma, invece, un’enoteca fa di più: smette del tutto di vendere vodka e alcoolici russi, rimettendoci il 25% del fatturato ma sentendosi tanto buona.
  • Il Comune di Genova interrompe qualsiasi rapporto con il Comune di Mosca, compreso il prestito ai musei moscoviti di opere d’arte genovesi
  • La Regione Lazio dice alt alla sperimentazione di Sputnik, il vaccino russo contro il Covid. E la sperimentazione potesse provare che Sputnik funziona meglio dei colabrodi occidentali contro il virus? Quisquilie e pinzillacchere, come direbbe Totò: anche se la salute dovesse patirne, vuoi mettere l’importanza delle sanzioni?
  • Appunto, cosa vuoi che sia la salute… La rete internazionale Oncoalert, che raccoglie medici oncologi di tutto il mondo, notifica via Instagram la cessazione di collaborazioni e congressi con la Russia. Con buona pace dei malati
  • Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, sospende accordi e missioni con la Russia
  • Sanzioni e controsanzioni spaziali mettono a rischio la stazione internazionale di ricerca ISS che orbita attorno alla Terra. Infatti i motori delle navicelle russe sono indispensabili sia per correggere la rotta ed evitare l’impatto della stazione spaziale con i detriti sia per riportarla nell’atmosfera.

Eccetera. Questa antologia di sanzioni non pretende di essere né esauriente né esaustiva. Però il clima è ormai tale che ci si attende l’intervento della Federazione dei Cuochi per proibire l’insalata russa. E sorge un dubbio. Schiaccianoci si potrà ancora dire? Perché, avendo la maiuscola, evoca l’opera di Tchaikovsky e può fare la fine di Dostoevsky.

GIULIA BURGAZZI

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