Ricordate il bellissimo film “Duel”? E’ stato il primo lungometraggio di Steven Spielberg, tratto dall’omonimo capolavoro di Richard Matheson, uno dei grandi della fantascienza. La storia di un commesso viaggiatore che viene inseguito per ore, in autostrada, da un camion che sembra impazzito e tenta continuamente di ucciderlo.

Dev’essere un po’ la stessa situazione in cui si sente precipitato Justin Trudeau, primo ministro di uno dei Paesi dove la demenziale oppressione pandemica è più violenta, cioè il Canada. Da tempo Paese test delle peggiori trovate globaliste (dalla cancel culture agli uteri in affitto all’eutanasia), grazie proprio alla presenza dei giovane premier.

Ebbene, il giovane leader coccolato anche dal World Economic Forum è stato appena raggiunto ad Ottawa dalla carovana di 50mila camionisti che hanno attraversato il Canada acclamati dalle folle entusiaste, e che sono giunti nella Capitale per far capire a Trudeau che ora basta, non si può continuare coi green pass, gli obblighi, i divieti e tutte quelle belle nazistate che anche noi abbiamo imparato a conoscere e ad amare. Non si tratta di uno scioperetto da nulla: 50mila camion sono in grado di bloccare completamente una Nazione e precipitarla, nel giro di qualche giorno, nella totale carenza di cibo e carburanti oltre che bloccare le industrie e la circolazione. E se il popolo è dalla loro parte, oltre ad un termometro che segna 20 sotto zero, la faccenda si fa molto seria.

Cosa ha fatto quindi Trudeau? In perfetta continuità con gli altri grandi della Terra par suo, prima è andato in tv a dire che si tratta di quattro gatti da ignorare; poi ha fatto sapere che siccome era stato in contatto con il contatto di un positivo era meglio, uhm, che se ne stesse a casa in quarantena; infine, dopo che la situazione si è fatta un filino tesa, si è scoperto oggi che lui e famiglia sono stati prelevati dai servizi e trasferiti in undisclosed location.

E quando un capo di Stato o di governo scappa in undisclosed location, vuol dire che c’è aria di insurrezione generale. In Canada probabilmente la pandemia è finita, e le norme naziste anche: chi l’avrebbe mai detto, che i primi a rivoltarsi sul serio sarebbero stati i placidi canadesi, tra il freddo e i ghiacci? Nel mentre, i calienti italiani si godono la rielezione di Mattarella e i susseguenti provvedimenti: ad esempio, già si proroga l’obbligo delle mascherine all’aperto.

Il giorno che si ribellano gli italiani, nevica.

DEBORA BILLI

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