Quello che non hanno chiarito né Burioni nella sua accusa alle persone non vaccinate nel suo post, né tantomeno il CBS News nell’articolo a cui si fa riferimento, sono le nuove linee guida rilasciate dal CDC (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) a maggio che invitano a utilizzare i tamponi su chi è stato vaccinato contro il Covid a meno che non si abbiano sintomi gravi che necessitano l’ospedalizzazione o nel caso di presunta morte per l’infezione (CDC) (WebMD).

Questa direzione è stata imposta dopo la segnalazione di 10.262 casi di infezioni delle persone vaccinate nel periodo tra il 1 gennaio al 30 aprile, 2021. Un altro punto notevole della nuova linea guida per le persone vaccinate e stata l’aggiunta della dichiarazione che “i campioni clinici per il sequenziamento devono avere un valore Ct RT-PCR ≤28” un numero però che non è poi stato specificato per i test per le persone non vaccinate e che se fosse stato il criterio durante tutta la pandemia avrebbe annullato il circa 90% dei casi “positivi” (in media il numero dei cicli era intorno ai 30 ai 50) (Blaze Media).

Ovviamente questa mancanza di dati porta un problema agli scienziati che vorrebbero tracciare l’efficacia dei vaccini nel prevenire i sintomi gravi dell’infezione post-vaccinazione. “Tracciare e sequenziare i casi aiuta a capire chi potrebbe essere più a rischio, se le nuove varianti sfuggono ai vaccini e quando la protezione inizia a scemare.” (Bloomberg)

Michael Kinch, un ex sviluppatore di farmaci che ora è il vice rettore presso la Washington University di St. Louis, afferma che dovrebbero essere registrate quante più informazioni possibili sulle scoperte. I casi che non portano all’ospedalizzazione sono ancora importanti da monitorare, ha detto, poiché i sintomi che non sono così gravi per qualcuno potrebbero alla fine portare a ricoveri. I sintomi non pericolosi per la vita possono avere un forte impatto sulla vita di qualcuno ed evolversi nel tempo, ha detto Kinch.” (Bloomberg)

È da dire che alcuni scienziati e i grandi media possono accusare gli americani non vaccinati per l’aumento dei casi quanto vogliono, però c’è da chiarire che i dati che utilizzano non sono affatto affidabili. Basta controllare le notizie provenienti da Israele e l’Inghilterra sulla variante delta che dipingono una storia ben diversa sulla probabilità di infezione post-vaccinazione

MOLLY JOHNSON

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