Un articolo sul sito del World Economic Forum parla delle tecnologie di impianto microchip ed é subito polemica.

Le tecnologie di impianto del microchip all’interno del corpo dell’essere umano presto diventeranno un bene di prima necessità, come suggerisce un post pubblicato sul sito web del World Economic Forum la scorsa settimana, sostenendo che ci sono ottime ragioni per microchippare i bambini con localizzatori del tipo GPS.

L’autrice, vicepresidente R&D dell’Interuniversity Microelectronics Center (IMEC) Kathleen Philips, sostiene che la tecnologia sfruttata dalla realtà aumentata “ha la capacità di trasformare la società e la vita degli individui“, e nonostante sembri qualcosa di “spaventoso”, subirà la stessa “evoluzione naturale” dei dispositivi tecnologici da indossare.

“Gli apparecchi acustici o gli occhiali non sono più simbolo di stigma sociale. Sono semplicemente accessori e sono persino considerati in qualche modo un capo di moda. Allo stesso modo, gli impianti sotto pelle si evolveranno in un qualcosa di prima necessità”, scrive.

La Philips ritiene che una società basata sulla realtà aumentata sia più o meno inevitabile e che la vera domanda sia piuttosto in base a quali regole sarà organizzata e limitata.

“I limiti degli impianti si riferiranno più ad aspetti etici piuttosto che a ragioni scientifiche.”

Come esempio di tale regolamentazione etica, l’autrice sottolinea la questione se i bambini debbano o meno essere dotati di microchip o meno. “Vi sono solide ragioni per fare questo, come ad esempio la sicurezza”, scrive, sottolineando che per alcuni questa cosa potrebbe essere un qualcosa di davvero inaccettabile.

Per quanto riguarda invece chi sarà addetto alla supervisione di tali tecnologie da un punto di vista etico, Philips afferma che “l’etica non dovrebbe essere predicata da chi sta in una torre d’avorio accademica”.

“Istituzioni indipendenti dovrebbero guidare i responsabili politici ed i ricercatori che si occupano di realtà aumentata su cosa fare e cosa non fare, e aiutare a costruire un quadro di norme etiche da seguire”, ha scritto la Philips.

La Philips inoltre fornisce esempi di enti che possono mettere in piedi una tale regolamentazione indicando il Consiglio Europeo, che tra l’altro ha recentemente lanciato un piano d’azione strategico per le questioni che nascono dalle applicazioni delle neurotecnologie. Ha anche indicato il Rathenau Institute, fondato dal governo olandese, un’istituzione che studia e valuta l’impatto della tecnologia sulle nostre vite.

Nel frattempo, il capo del World Economic Forum, Klaus Schwab, ha già parlato di una quarta rivoluzione industriale in arrivo, “che porterà ad una fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica”.

Di RT, traduzione MARTINA GIUNTOLI

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