Bruno Scapini, già ambasciatore italiano in Armenia, racconta il senso della recente visita in Armenia dei vertici dell'Unione Europea. "E' un tentativo di influenzare le prossime elezioni al fine di danneggiare Mosca"

La recente visita dei vertici dell'Unione Europea in Armenia ha sollevato interrogativi significativi sulla strategia geopolitica dell'Occidente nei confronti della Russia. Bruno Scapoini, già ambasciatore italiano in Armenia, ha sottolineato che questo incontro rappresenta un tentativo di influenzare le prossime elezioni politiche in Armenia, con l'obiettivo di danneggiare Mosca. L'Armenia, infatti, si sta configurando come un avamposto antirusso, parallelo a quanto accade in Ucraina, e il sostegno occidentale al governo di Nicole Pascignan appare come una manovra per provocare la Russia ai suoi confini.
Il vertice di Yerevan, tenutosi il 4 e 5 maggio nell'ambito della Comunità Politica Europea, ha avuto luogo in un contesto informale di cooperazione tra paesi europei e non, ma il suo significato politico è chiaro: dimostrare il sostegno dell'Occidente alla causa armena. Con le elezioni politiche fissate per il 7 giugno, il governo di Pascignan, che ha cercato di allontanare l'Armenia dall'influenza russa, si trova ora in una posizione delicata. La sua politica di avvicinamento all'Unione Europea è stata accolta con scetticismo da parte di una parte della popolazione, che teme che ciò possa portare a una perdita di sovranità.
Scapoini avverte che l'Armenia, già in difficoltà economica e politica, rischia di diventare un campo di battaglia geopolitico tra Occidente e Russia. La recente guerra con l'Azerbaijan ha lasciato cicatrici profonde e la questione della regione contesa del Nagorno Karabakh rimane irrisolta. L'Occidente, attraverso il sostegno a Pascignan, potrebbe cercare di sfruttare questa vulnerabilità per consolidare la propria influenza nella regione, ma ciò comporta rischi significativi per la stabilità interna del paese.
La repressione delle opposizioni, inclusa quella della Chiesa Apostolica Armena, evidenzia la crescente tensione interna. Pascignan ha adottato misure severe nei confronti di chi si oppone alla sua politica, e questo ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini armeni. Mentre l'Unione Europea si propone di sostenere la "resilienza democratica" dell'Armenia, le sue azioni potrebbero essere percepite come ingerenze nelle dinamiche interne del paese, complicando ulteriormente la situazione.
In conclusione, l'Armenia si trova in una posizione critica, intrappolata tra le ambizioni di potenze esterne e le proprie aspirazioni nazionali. La scelta di Pascignan di allontanarsi dalla Russia potrebbe avere conseguenze devastanti per il paese, rendendolo vulnerabile a pressioni esterne e compromettendo la sua sovranità. La comunità internazionale deve prestare attenzione a questi sviluppi, poiché la stabilità dell'Armenia è fondamentale per la sicurezza dell'intera regione del Caucaso.
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