Secondo il defunto scrittore accusato di cospirazionismo Serge Monast, una messinscena aliena servirebbe a terrorizzare le masse favorendo la transizione al Nuovo ordine mondiale nell’ambito del progetto Blue Beam. Negli ultimi giorni, misteriosi oggetti volanti non identificati solcano i cieli degli Stati Uniti. Molte sono le ipotesi a riguardo, compresa quella extra-terrestre, oltre che le accuse di spionaggio avanzate contro la Cina.

ESPLODE L’UFO-MANIA

Il generale dell’aeronautica statunitense Glen VanHerck apre all’ipotesi extra-terrestre, affermando che “non si può escludere nulla, non sulla base di ciò che sappiamo”. Contemporaneamente il Pentagono dichiara di non sapere “cosa tenga in volo questi oggetti” perché il loro “sistema di propulsione è assolutamente sconosciuto”. La Casa Bianca ha poi rassicurato gli americani che “non vi è alcun segno di attività aliena o extraterrestre relativa agli oggetti non identificati” abbattuti dal Pentagono. Le versioni, pure quelle ufficiali, si aggiornano di ora in ora.

A completare il quadro da X-Files ci si mette anche Elon Musk. Chi non ricorda la sua provocatoria dichiarazione di qualche tempo fa, durante il Joe Rogan Show, quando affermò di essere un alieno? Ecco, ora il miliardario sudafricano torna alla carica e scrive su Twitter: “Tranquilli, sono solo alcuni dei miei amici alieni che vengono qui in visita”.

Tutto ciò dopo che degli Ufo si parla da qualche anno anche a livello ufficiale. Verità, ironia o altro? Ma quindi starebbero davvero arrivando gli omini verdi? La questione è forse un po’ più complicata di come potrebbe sembrare.

IL PROGETTO BLUE BEAM SECONDO SERGE MONAST

Serge Monast (1945-1996) fu uno scrittore e giornalista investigativo di lingua francese originario del Canada. Dei i suoi numerosi scritti, tre rappresentano maggiormente il suo pensiero. Sono Project Blue Beam (Nasa), La cospirazione mondiale degli Illuminati (entrambi pubblicati nel 1994) e Le complot des Nation Unies contre Chrétienté (“Il complotto delle Nazioni Unite contro la cristianità”) pubblicato nel 1995 e mai tradotto in lingua italiana.

Nel 1994, solo due anni prima della sua morte, Serge Monast esplicitò nei suoi testi una teoria all’epoca etichettata come cospirazionista. Secondo lo scrittore, Nazioni Unite e Nasa avrebbero messo in piedi un progetto dal nome evocativo di Blue Beam (“raggio blu”) che comprenderebbe, tra le altre cose, anche la comparsa degli alieni. L’obiettivo finale del progetto sarebbe creare una religione New age guidata dall’Anticristo, per consentire la definitiva transizione alla dittatura del Nuovo ordine mondiale.

La New age che aveva investito con i suoi mantra peace and love il mondo giovanile degli anni Sessanta e Settanta, secondo Monast, altro non era che la preparazione delle nuove generazioni al nuovo mondo, il quale sarebbe dovuto nascere nel 1983: il progetto tuttavia fallì e venne rimandato a momenti (tecnologicamente) migliori. Fu ristrutturato, sempre secondo Monast, con la previsione di precisi passaggi volti a portarlo a compimento, superando così la fretta e la disorganizzazione che ne impedirono la realizzazione negli anni Ottanta.

I QUATTRO PASSAGGI PER L’ATTUAZIONE DI BLUE BEAM

Primo, si dovrebbero creare artificialmente terremoti in zone strategiche della Terra. Questi terremoti dovrebbero portare alla luce manufatti o “presunti testi sacri” con il compito di dare precise indicazioni all’umanità, facendo apparire le religioni, per come sono state interpretate e professate per millenni, come nient’altro che un grande inganno. Questo primo passo sarebbe finalizzato a sradicare e screditare non solo il Cristianesimo, ma anche tutti gli altri credo. Monast prende ad esempio il film 2001 Odissea nello spazio e sostiene che in quell’opera Kubrick raccontava storie di oggetti che cambiavano la percezione umana del sé e di come era costituito il loro mondo.

Secondo, presentare un gigantesco show di alieni, durante il quale sarebbero rappresentati ologrammi tridimensionali nel cielo. Queste immagini, inizialmente raffiguranti solo oggetti non identificati, poi finirebbero per dar spazio invece a figure identificate come Gesù, Maometto, il Buddha, Krishna. Monast precisò che ciò sarebbe reso possibile da una tecnologia, basata su satelliti nello spazio che generano laser e in grado, data la loro distribuzione nei cieli, di trasmettere lo show ovunque sulla Terra, in ogni lingua e addirittura simultaneamente. Una volta completato questo passo, un nuovo “dio” parlerebbe agli uomini attraverso la telepatia.

Terzo, il controllo mentale. Dai telefonini partirebbero onde in grado di raggiungere ogni individuo. Compito delle onde, convincere gli individui che quel nuovo “dio” stia in effetti parlando alla loro anima. Le onde di cui parla Monast si chiamano Elf, Vlf e Lf: rispettivamente a frequenza estremamente bassa, molto bassa e bassa. Ciò interagirebbe con il cervello umano per creare il cosiddetto “pensiero artificiale diffuso”.

Quarto, usare ogni mezzo e tecnica per convincere la gente che invasioni aliene e rapimento degli eletti stiano avendo luogo davvero. Ciò permetterebbe di governare senza problemi sul mondo intero, in quanto un mondo impaurito si lascia governare e individui che consegnano il proprio sé alla dittatura tecnocratica obbediscono.

LA MORTE DI SERGE MONAST

“Il progetto della Nasa conosciuto con il nome di Blue Beam è in assoluto la prima via che utilizzeranno per formare un governo globale e controllare la popolazione”, affermò Monast poco prima di morire: “Vi suggerisco di investigare con cura queste mie affermazioni prima di rigettarle come fossero la follia di un pazzo”.

Era il 5 dicembre 1996 quando un infarto colpì il giornalista a casa sua. Ciò dopo che per due anni Monast era andato affermando che il governo canadese lo avesse preso di mira per le sue inchieste.

Proprio la notte prima dell’infarto, quella tra il 4 ed il 5 dicembre del 1996, l’uomo aveva trascorso la notte in carcere.

Molti continuano a sostenere che si tratti di una morte molto sospetta, dato che Monast non soffriva di cuore. C’è addirittura chi sostiene che non sarebbe il primo caso di decesso, tra coloro che hanno investigato la questione Blue Beam

L’unica cosa che si può dire con certezza è che Monast fosse un personaggio scomodo.

COSA RESTA DELL’IPOTESI BLUE BEAM

Oggi, a 27 anni dalla morte di Monast, molte cose di cui parlava si sono rivelate vicine al mondo in cui viviamo. La volontà dei poteri transnazionali di creare un’unica moneta digitale, un’unica religione e un unico governo sembra palesarsi davanti ai nostri occhi giorno dopo giorno.

Si parla sempre più della distruzione della cristianità a opera di figure interne al Vaticano tramite sincretismo spinto, simbologia esposta e proposta.

Inoltre impressiona il dettaglio con cui sono descritte le varie fasi del progetto Blue Beam. In particolare, i satelliti di cui racconta Monast assomigliano a quelli di Elon Musk. Oggetti super tecnologici che il Ceo di Twitter lancia in orbita ormai da tempo e che stanno effettivamente coprendo il globo. Suggestione? Forse.

E gli Ufo che adesso il governo statunitense dice di vedere e abbattere potrebbero essere una finzione, come raccontato dal giornalista canadese? Un unico grande vortice che secondo i piani dei potentati globalisti dovrebbe con forza condurre al nuovo mondo? Un’altra suggestione?

Le fonti ufficiali hanno sempre chiaramente smentito che il progetto sia addirittura mai esistito.

Eppure adesso del Blue Beam è addirittura il mainstream ad occuparsene: per smentirne l’esistenza. 

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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