Biglietto del bus con green pass integrato. Altro passo verso la Cina

Un tweet del ministro Enrico Giovannini ha mandato un diavoletto spudorato ad appollaiarsi  sulla spalla di ogni italiano. Da ieri, mercoledì primo dicembre – ossia da quando il ministro ha pubblicato il tweet – il diavoletto sussurra nell’orecchio un dubbio impertinente. E cioè: “Se l’obbligo di esibire il green pass per salire sui mezzi pubblici è in vigore solo dal 6 dicembre al 15 gennaio, perché il ministro dichiara che è allo studio un biglietto elettronico contenente informazioni sul green pass?”

Mica si realizza in un amen, un biglietto del genere, e realizzarlo costa. Bisogna mettere a punto un’architettura informatica adeguata e incrociare banche dati. Neanche lo Speedy Gonzales delle app riuscirebbe nell’impresa.

E allora? E allora il diavoletto spudorato, dopo il dubbio impertinente, infila nell’orecchio degli italiani la sua risposta, che è ancor più sconveniente: “E’ evidente, il green pass è fatto per evolversi e durare“.

“Epidemia o non epidemia  – questo afferma il diavoletto, insieme all’europarlamentare Francesca Donato – al green pass relativo al Covid aggiungeranno i dati relativi alle tasse e alla pensione, alle multe prese e pagate e ai tuoi spostamenti”.

E’ veramente perfido, il diavoletto suscitato dal tweet del ministro. Talmente perfido che va oltre e infila nell’orecchio altre parole: “Hai presente presente come fanno in Cina?

Sussurra: “Tu credi di vivere in un Paese libero ma un passettino alla volta ti stanno portando in una società improntata alla sorveglianza tecnologica di massa dove ti fanno un bel riconoscimento facciale ad ogni angolo di strada e quando accedi ad internet

“Così se una chat scrivi qualcosa di sgradito al regime ti vengono a pinzare e soprattutto possono metter su un sistema di credito sociale. Puoi ottenere un prestito in banca, un posto nel pubblico impiego e perfino un biglietto del treno solo se la sorveglianza alla quale sei sei sottoposto accerta che il tuo comportamento gode dell’approvazione governativa”.

“Se di colpo avessero catapultato tutti gli italiani dentro al modello cinese, ci sarebbero state le barricate nelle strade”, prosegue il diavoletto. “Così lo fanno un po’ per volta, goccia a goccia, lenti ma inesorabili. Si ispirano al Boa constrictor che abbraccia con spire di morte la sua preda. Impiega del tempo per soffocarla, ingerirla e digerirla: non ha fretta, lui, perché è certo di arrivare alla meta”.

Ma morditi la lingua, diavoletto, cosa vuoi insinuare? Non ha senso il tuo sproloquio su un tweet ministeriale di tre righe dedicato ai biglietti dei bus di nuova generazione…

DON QUIJOTE

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