Settimana impegnata per il presidente degli Stati Uniti. In mezzo alle più disparate gaffes a cui Joe Biden ormai ci ha abituati, non ultima l’impietosa copiatura del messaggio di condoglianze per la morte della Regina Elisabetta II, in questi giorni il presidente degli Stati Uniti si è anche espresso su due grandi temi: la fine della pandemia, la questione Taiwan e Cina.

Lo ha fatto in occasione di un’intervista rilasciata a 60minutes a Detroit, in occasione del salone dell’auto, sfoggiando con sicurezza dichiarazioni non esattamente conformi all’indirizzo del suo governo.

Vediamo meglio.

“Dopo due anni, questo è il primo anno che tornano fiere e mostre”, spiega  Biden al giornalista: “Nessuna mascherina in giro, gente che ha voglia di ricominciare”, continua: “Abbiamo ancora qualcosa da fare per sistemare il Covid, ma possiamo dire che ormai la pandemia sia terminata”. 

Un Biden estremamente ottimista che però sembra non aver bene le idee chiare su quello che il suo governo sta facendo in materia di Covid, ad esempio l’enorme spinta verso il secondo booster o la promozione dell’antivirale, e il fatto inconfutabile che ad oggi la vaccinazione anticovid sia ad esempio obbligatoria per frequentare la scuola. Proprio lui, che risiede a Washington, sede centrale del globalismo mondiale, dovrebbe sapere che senza la morsa della paura ad attanagliare il popolo la gestione emergenziale inevitabilmente finirà e la finestra di Overton si chiuderà  impietosamente alle sue spalle.

Stesso atteggiamento incauto e soprattutto del tutto autonomo per quel riguarda Taiwan, di cui Biden parla appena qualche minuto dopo.

“Cosa dovrebbe sapere il presidente cinese Xi circa l’atteggiamento degli Stati Uniti in caso di un’invasione cinese di Taiwan?“, chiede il giornalista.

“Dovrebbe sapere che faremo ciò che abbiamo sottoscritto molto tempo fa, c’è la One China Policy, e non spingeremo Taiwan all’indipendenza, è comunque una loro decisione“, risponde Biden.

“Mi sta dicendo che le forze armate americane difenderanno l’isola, quindi?”, chiede quindi il giornalista

“Certo, se Taiwan subirà un attacco mai visto da parte della Cina, assolutamente“, risponde con tono sicuro Biden.

“Quindi, giusto per essere sicuri di capire, non come è avvenuto in Ucraina, lei sta dicendo che se Taiwan fosse attaccata, soldati americani si recherebbero in loco per difendere l’isola?”, incalza il giornalista.

“Sì“, risponde Biden.

Tuttavia, la trasmissione ci tiene a precisare che quella espressa è solo un’idea del presidente. Subito dopo lo show, infatti i produttori sono stati contattati da ufficiali dell’esercito americano che hanno ribadito che ciò che ha detto Biden non rappresenta affatto ciò che gli Stati Uniti sostengono ufficialmente che faranno.

Biden appare avere le idee un po’ confuse. La One China Policy è stata ed è ancora il frutto di una lunga trattativa che rappresenta tutto tranne appoggiare l’indipendenza di Taiwan. Come dice il nome stesso infatti con quell’accordo datato 1979 gli Stati Uniti ruppero di fatto i rapporti diplomatici con l’isola, finendo per riconoscere un unico governo cinese.

Ora invece, dopo la visita della Pelosi, e dopo che il Senato e la House hanno formalmente approvato il testo di legge n.4428 dal nome Taiwan Policy Act – un documento che di fatto rottama e manda in pensione la vecchia policy, ma che Biden ancora non ha firmato -, l’isola rientra nuovamente e a pieno titolo nell’interesse degli Stati Uniti.

Vi si legge infatti che gli Usa auspicano che Taiwan entri a far parte dell’influenza geopolitica statunitense, che sposi concretamente gli ideali delle grandi associazioni internazionali, che sia supportata per quel che riguarda la scuola e gli scambi culturali. Per ciò che concerne gli aspetti militari, invece, gli Stati Uniti confermano di dare il loro supporto nel costituire un deterrente contro i possibili attacchi da parte della Cina, nonché di fornire training e meccanismi organici di pianificazione militare.

Alla fine si prospetta una seconda Ucraina? Sanzioni alla Cina e guerra per procura?

Un problema è sicuramente rappresentato dal fatto che non si può essere sicuri che la Cina reagisca come la Russia, né che la Russia rimanga inerme e non difenda Pechino, allargando il conflitto. Comunque sia, si prospetta uno scenario non roseo.

Inoltre, è il caso di dirlo, qualcuno deve chiarirsi le idee. Biden sicuramente.

MARTINA GIUNTOLI

 

 

 

 

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