Biden, 40 miliardi a Kiev. Ma in Usa aumenta la benzina e manca anche il latte in polvere

La macchina da guerra non si ferma e non si fermano neppure Biden ed il suo governo che intendono buttare nell’ingranaggio altro denaro ora che il meccanismo funziona ed é ben oliato. Senza grossi problemi infatti ieri la house ha passato proprio ieri una risoluzione per cui con 368 a favore e 57 contro sono stati stanziati ulteriori 40 miliardi di dollari da inviare in Ucraina, dopo che appena qualche settimana fa se ne erano già stanziati 13,6, per un incredibile ammontare totale di 53 miliardi di dollari in appena poco più di due mesi.

Incredibile se si pensa che entrambi Repubblicani e Democratici sono stati tanto celeri nel trovare un accordo sulla paghetta a Zelensky “tasche bucate”, quanto non lo sono stati nel trovare una comune politica riguardante gli investimenti da fare su suolo statunitense, aiuti che sarebbero essenzialmente volti soprattutto a far rialzare il paese dopo lo stop forzato della pandemia e l’incredibile pressione sulle famiglie per l’aumento dei costi dei beni di prima necessità, benzina inclusa, nonché a risolvere problemi interni di non minore importanza come la gestione del confine con il Messico, e delle periferie di alcune città (come Detroit) ormai finite in mano ai cartelli della droga e della prostituzione.

D’altra parte vi sono priorità e priorità. Dall’Ucraina qualcuno ha alzato la cornetta veicolando la richiesta urgente di altro denaro da inviare possibilmente entro il 19 maggio per continuare a finanziare l’aiuto militare di cui Kiev ha bisogno per opporsi all’Orso Russo, quasi come si fa durante le trattative per i rapimenti: soldi, tanti soldi, con scadenza precisa altrimenti il piano va a monte. E lo zio Sam obbedisce. La stessa Markarova, l’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti ha rincarato la dose “Muovetevi, perché la nostra gente sta morendo, non c’é tempo da perdere”. Come dire, “vi ringraziamo, ma velocizzate la cosa.” Qualcuno sul profilo Twitter della donna timidamente ricorda che forse é il caso di fermare il fiume di soldi dato che sta iniziando a mancare il latte in polvere per i bambini in USA, visto che l’FDA ha interrotto la produzione nell’impianto più grande del paese senza dare spiegazione alcuna e senza fornire nemmeno una possibile data di riapertura. Ricordiamo benissimo quando i democratici spingevano l’allattamento artificiale perché rendeva libere le donne, ora invece improvvisamente meglio quello naturale, che é gratis ma soprattutto non toglie soldi al programma di guerra.

D’altra parte vi sono priorità e priorità. L’Ucraina ha bisogno di denaro e come ha affermato Biden in una dichiarazione scritta “Non ci é concesso alcun ritardo in questo sforzo bellico vitale“. Quindi i soldi vanno inviati, copiosi, e in fretta, poco importa se i tuoi concittadini stanno morendo di fame, di droga, di malasanità. Tuttavia questa volta lo zio Sam pare non aver fatto bene i conti e ci ha pensato John Kirby il portavoce del Pentagono a ricordare che l’estratto conto statunitense sta velocemente andando verso il rosso.

In una conferenza stampa del 9 maggio, durante la quale, tra le altre cose Kirby ha anche affermato che in Ucraina non vi sono nazisti o filo nazisti di alcun tipo, e che molte armi inviate spesso vengono danneggiate perché i combattenti non sanno come utilizzarle o come prendersene cura, (si ricordi come parte cospicua dei finanziamenti viene adesso impiegata nel training da fare in loco agli ucraini per il corretto uso e manutenzione dell’artiglieria), seppur supportando con forza le manovre di Washington, e non potrebbe essere altrimenti, il portavoce si sofferma su un aspetto a questo punto di vitale importanza.

Kirby ricorda che il Pentagono potrà inviare armi solo per altri 100 milioni di dollari, una somma appena sufficiente a coprire le spese fino all‘ultima settimana di maggio, e dopo tale data, se il Congresso non alzerà l’asticella e rimpinguerà il portafogli di Biden, il bancomat statunitense si fermerà.

Sarà disposto il Congresso ad approvare ulteriori stanziamenti? Se gli USA vogliono continuare l’attuale politica di guerra non ci sono scelte. Ma veloci, prima che Biden si accorga che il conto é rimasto a secco.

MARTINA GIUNTOLI

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