L’intervento di Papa Francesco nella trasmissione “Che Tempo che fa” di Fabio Fazio è di certo stato, come prevedibile, un successo dal punto di vista dello share, ma ha anche creato innumerevoli discussioni: può il Vicario di Cristo (anche se Bergoglio ha deciso motu proprio di non esserlo più) abbassarsi ad andare ad una trasmissione televisiva?

In realtà Francesco non è il primo Papa ad intervenire in trasmissioni tv. Si ricorda almeno una famosa telefonata improvvisata di Giovanni Paolo II a “Porta a Porta” nell’anno di grazia 1998. Ma anche il ben più austero Pio XII fece uso del mezzo televisivo. Sono i cosiddetti “segni dei tempi” per citare papa Giovanni XXIII, e ogni medium di massa deve essere visto come strumento di evangelizzazione.

Si è obiettato sulla scelta del programma. Il programma di Fazio è furiosamente laicista e tutti ricordano gli sfottò della non precisamente raffinatissima Luciana Littizzetto nei confronti del cardinal Camillo Ruini. Ma anche qui si può obiettare: Gesù andare a pranzo dai pubblicani e dalle prostitute, tanto da essere accusato dai farisei di essere “un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori” ( Matteo 11; 19).

C’é una cosa però da aggiungere: i Papi che hanno usato i mass media, e lo stesso Gesù che andava a mangiare tra i peccatori avevano uno scopo preciso: evangelizzare. E per evangelizzare devi parlare di Dio.

Francesco, a parte alcune cose scontate contro la guerra e sui migranti (che van benissimo, ma restano ancora troppo legate ad un aspetto ancora “terreno”) ha parlato di se stesso. Scopriamo ad esempio che da piccolo voleva fare il macellaio. Va bene, tanto piacere.

Ha parlato di Dio?

Questo è il punto. Un Papa innanzitutto deve saper mettere da parte la sua persona per far posto a Dio, che deve essere il centro dell’intervista. Siamo in un periodo in cui la gente è ottenebrata dalla paura della morte, che sia per virus o per vaccino. Ha paura perché non crede più nella vita eterna. Tu, Papa, in quel momento hai in mano un mezzo potentissimo per parlare di Resurrezione, per dare speranza, e per dire che quella speranza è fondata su un Dio fattosi Uomo che ha vinto la morte e che questo evento non è mitologia, ma Storia.

E sprechi l’occasione per parlare del fatto che volevi fare il macellaio?

ANDREA SARTORI

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