Beppe Grillo vuol far mangiare i grilli ai bambini. Sembra quasi un calembour, dato il cognome entomologico del noto comico-politico. E alla luce di quello che abbiamo letto forse quella sua distribuzione di grilli morti ai suoi deputati a mò di eucaristia oggi appare più che una provocazione ai limiti del blasfemo giocando sul cognome, ma una specie di anticipazione. Grillo fu pur sempre quello che esibì una mascherina quando qui non se ne parlava minimamente, dopo una cena con l’ambasciatore cinese.

Sul suo blog Beppe Grillo incoraggia l’uso di insetti nelle mense delle elementari. In realtà qui non anticipa nulla, ma sta solo commentando un’iniziativa del governo britannico, in particolare nelle scuole di Cardiff. Noi di Visione TV ne abbiamo parlato ben prima di Grillo ma è ovviamente il punto di vista che ci differenzia da quello del comico genovese. Perché per noi di Visione TV questa cosa è essenzialmente negativa, mentre Grillo la vede in chiave ovviamente positiva.

“Ci sono circa 2.000 specie di insetti commestibili in tutto il mondo, molti dei quali ricchi di proteine, come larve di mosca, vermi della farina, grilli, locuste” così inizia Grillo e, francamente, proviamo disgusto al solo pensiero di un piatto di larve di mosca. Queste sarebbero “un’alternativa sostenibile alle proteine ​​tradizionali presenti nella carne e nella soia” e aiuterebbero a diminuire le emissioni di anidride carbonica.

E si concentra sui bambini, le cavie dell’esperimento britannico

I bambini impareranno così i benefici nutrizionali e ambientali del consumo di insetti, come grilli, cavallette, bachi da seta, locuste e vermi della farina” Ora se non vi viene un brivido nel leggere queste parole siete di ferro. Soprattutto tenendo conto che i bambini sono già cavie per la mascherina, che tuttora devono tenere a scuola. Devono imparare a vivere male, senza respirare e mangiando bacherozzi. Cos’ si vogliono formare le nuove generazioni. E’ la “decrescita felice” bellezza. E’ il green.

Gli insetti potrebbero essere il prossimo step della famigerata agenda 2030. E’ di oggi la notizia della messa fuorilegge, da parte dell’Unione europea, delle auto a diesel e benzina dal 2035. Cosa c’entra, potrebbe chiedere qualcuno.

Questo bando è il risultato di una martellante campagna a favore delle energie alternative e contro l’inquinamento delle auto. L’auto elettrica non sarà più un’opzione ma diventa obbligatoria. E questo potrebbe accadere con l’alimentazione. Se uno vuole mangiarsi i bacherozzi faccia pure, siamo un Paese libero, si diceva un tempo. Ma qui è ovvio che, tramite finestra di Overton, si vuole rendere obbligatorio il bacherozzo a tavola e magari mettere al bando le fiorentine (già ci provarono) il salame di Varzi, la carbonara col guanciale e via discorrendo. Tra l’altro colpendo in maniera particolare la cucina italiana.

Grillo non va mai preso sottogamba, è stato un efficacissimo strumento del potere, prima ingannando moltissimi con la più grande operazione di gatekeeping della storia politica italiana, e ora anticipando quelli che saranno gli obblighi imposti. Parlo di obblighi, perché evidentemente a quello si vuole arrivare. Ovviamente mascherato con buoni propositi. Anche il famoso reddito universale, sulla carte molto buono, si potrebbe tradurre in una sorta di “comunismo” ovvero una povertà controllata dallo Stato che certo magari ti salva dal finire sulla strada come nelle società ultracapitaliste ma ti impedisce di diventare ricco a meno che tu non sia uomo dell’élite come nelle società marxiste. E paradossalmente tutto questo è nei progetti di Davos: “you will own nothing and you will be happy”

Repetita iuvant Grillo portava la mascherina alla cena con l’ambasciatore cinese. Ora che finalmente è caduta la maschera del falso antisistema Grillo va osservato per capire quali direzioni vuole prendere il potere. Anche leggendo un post nel suo blog che, di fatto, non racconta nulla che a Visione TV non abbiamo fatto, meglio di lui, una settimana prima. La differenza è che anziché mettervi in guardia, Grillo continua con la sua funzione di riprogrammazione mentale.

ANDREA SARTORI

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