Se qualcuno aveva il dubbio che fossimo in mano a dei pazzi scriteriati, ebbene eccone una nuova conferma. Avete presente tutta la campagna green, il climate change che ci ucciderà tutti, la transizione ecologica che va implementata adesso subito anche a spese dell’economia tutta, non importa, è urgentissimo?

Genialate come le case da foderare entro il 2030 (a Palermo come a Stoccolma), la stufa a legna vietata (ma non era biomassa?), e soprattutto l’intero parco auto mondiale da convertire seduta stante all’elettrico perché il pianeta è in fiamme ed è colpa della Panda. Ecco, qui forse i finti paladini del clima hanno dimenticato un piccolo particolare. E dire che era assodato ormai da tempo: il cobalto, risorsa indispensabile per produrre le batterie delle auto elettriche, finirà tra esattamente 11 anni. Al consumo attuale, cioè ancora irrisorio rispetto alla “transizione” che vuole produrre miliardi di nuove auto: quindi tra 5 o 6 anni finish, stop, kaput, niente più macchine elettriche.

E’ su questo che vogliono investire geni come la Von Der Leyen o il nostrano Cingolani, puntare l’intera conversione mondiale su una risorsa in rapidissimo esaurimento? E cosa contano di fare quando rimarranno col cerino in mano? “Ci penserà la Scienza”, tuonano su Focus, la rivista che ha dato la notizia. Sì, anche questa è una canzone che sentiamo da anni, da quando si lanciava il problema dell’esaurimento del litio: che infatti sta finendo anch’esso come ammette Focus, e non sembra che la Scienza abbia saputo farci molto malgrado gli allarmi di quasi vent’anni fa.

Qualora qualcuno vagheggi di “nucleare” o peggio di idrogeno, beh, non servirebbe a nulla: con cobalto e litio si producono batterie per gli stoccaggi, per cui anche producendo energia infinita (persino con le energie alternative) se non si può conservarla per utilizzarla in seguito diventa praticamente inutile.

Se la solita Scienza non dovesse provvedere trovando la pietra filosofale nel giro di un par d’anni (good luck), come andrà a finire questa storia? L’ipotesi di una rapida retromarcia è fuori discussione, l’esaltazione globale per il Grande Reset climatico è ormai andata troppo in là. Sic stantibus rebus, lo sbocco è uno solo: le batterie arriveranno a costare una fortuna, l’elettrico potranno permetterselo in pochi, e tutti gli altri andranno a piedi o a dorso di mulo dopo aver obbligatoriamente gettato via la vecchia auto. Gettata via ad inquinare nelle discariche di tutto il pianeta.

Per fortuna ci hanno già rassicurato: non avremo niente e saremo felici. Non vediamo l’ora.

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