Austria: dopo Kurz, raffica di dimissioni al governo. Minacciati come Varoufakis?

Il premier austriaco Sebastian Kurz, da poco dimessosi dalla sua carica, ha annunciato che lascerà anche la politica. Non appena ho letto la notizia, ho sentito come un rombo di motore in lontananza: era la motocicletta di Varoufakis.

Il ministro delle Finanze della Grecia, che si dimise dopo il referendum “tradito” del 2015, raccontò poi in un libro tradotto in film (“Adults in the room”, Adulti nella Stanza) le umiliazioni subìte da parte di politici ed istituzioni europee nel corso delle feroci trattative sul Memorandum of Understanding che avrebbe poi strangolato la Grecia. Ma come scrive Varoufakis, non gli toccarono solo umiliazioni: ricevette anche telefonate in cui si minacciava la vita di suo figlio.

Non sono rimasta quindi troppo sorpresa, quando il giovane ex premier austriaco ha annunciato l’abbandono della vita politica perché ha “un figlio a cui pensare”. Proprio come l’aveva Varoufakis. Anche Kurz era stato scelto dal popolo, con regolari elezioni che gli fruttarono un bel 31% dei consensi e il diritto a governare. Non è servito: è bastato metter su uno scandaletto da nulla -un finanziamento irregolare su dei sondaggi-, per dare un calcio nel didietro al più giovane premier del mondo e sostituirlo con un burocrate più compiacente. Che, per prima cosa, ha iniziato le persecuzioni dei non vaccinati e minacciato l’obbligo vaccinale con multe salatissime.

Ma non deve essere bastato, perché ora si è dimesso anche lui per lasciare il posto all’attuale Ministro dell’Interno (e tenente dell’Esercito). E come ciliegina sulla torta, arriva la notizia che anche il giovane Ministro delle Finanze austriaco Gernot Blumel lascia l’incarico e la politica. Motivo? Minacce di morte alla moglie e alla sua famiglia. D’altronde, l’Austria è il Paese dove il fondatore del partito populista Jorg Haider uscì disgraziatamente di strada con la macchina, nel 2008.

Questa faccenda di minacciare di morte premier e ministri dev’essere un’abitudine consolidata in Europa. E il rombo della moto di Varoufakis si fa sempre più forte.

DEBORA BILLI

 

Debora Billi

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