Da: Shelter Dogs About To Be Rescued In Australia Shot Dead To Keep Volunteers From Leaving Homes To Pick Them Up | The Daily Wire

Le severe restrizioni COVID-19 in Australia hanno portato alla morte di diversi cani che stavano per essere salvati da un rifugio – perché un comune rurale non voleva che i volontari viaggiassero per raccoglierli.

Il Sydney Morning Herald ha riportato che il Bourke Shire Council nel New South Wales, Australia ha interpretato le restrizioni COVID-19 del paese nei termini più duri possibili, uccidendo i cani “per impedire ai volontari di un rifugio per animali [della città] di Cobar di viaggiare per raccogliere gli animali settimana scorsa.” L’Australia sta attualmente rafforzando un lockdown estremo per combattere la variante Delta. A Sydney, la città più grande del paese, è stato chiamato il personale militare per far rispettare le misure.

“I residenti saranno costretti a indossare maschere all’aperto e a rimanere entro cinque km dalle loro case. Con restrizioni ancora più severe che inizieranno venerdì, la polizia del New South Wales ha dichiarato di aver chiesto 300 militari per aiutare a far rispettare gli ordini del lockdown”, ha riportato Reuters alla fine di luglio.

Durante il fine settimana, centinaia di persone sono state arrestate e multate a Sydney e Melbourne durante le proteste a livello nazionale contro gli ordini draconiani di blocco, secondo quanto riportato dal Daily Wire.

Il comitato di controllo del Bourke Shire Council, l’Office of Local Government (OLG) ha reso pubblica la scoperta dei cani uccisi.

“L’OLG è stato informato che il Bourke Shire Council ha deciso di intraprendere questa linea d’azione per proteggere i suoi dipendenti e la comunità, comprese le popolazioni aborigene vulnerabili, dal rischio di trasmissione di COVID-19”, ha detto all’Herald un portavoce dell’OLG. Il portavoce ha anche detto al giornale che l’OLG stava esaminando se alcune leggi sulla protezione degli animali fossero state violate.

“L’Herald ha tentato di contattare l’amministrazione comunale più volte, ma non ha ricevuto risposta e un membro del Rural Outback Respite/Rescue – il rifugio che avrebbe dovuto ricevere i cani – ha rifiutato di commentare”, secondo l’Herald. “Una fonte che ha familiarità con l’accordo ha detto che i volontari del rifugio erano angosciati e avevano messo in atto misure di sicurezza contro il COVID per gestire i cani, uno dei quali era una neomamma“.

A peggiorare le cose, il Bourke Shire Council ha deciso di seguire rigidi ordini del lockdown anche se la città di Cobar ha visto “nessun caso recente di COVID-19 acquisito localmente”, secondo l’Herald. Tuttavia, sono state trovate tracce del coronavirus nel sistema fognario.

Il ministro dell’OLG Shelley Hancock non ha fornito un commento all’Herald. Il giornale ha riportato che Hancock ha già ricevuto altre domande dal Parlamento australiano riguardo ad altre sparatorie di animali in canile. Hancock ha affermato a marzo di non essere a conoscenza di animali uccisi con le arme da fuoco. “Se fosse una pratica, ne sarei preoccupata – sia per un gatto che per un cane”, ha replicato Hancock.

Durante quello stesso incontro, Hancock ha detto che i consigli non erano obbligati a dire come uccidevano gli animali.

La situazione ha portato a dure critiche da parte degli attivisti per il benessere degli animali, tra cui la responsabile della campagna regionale di Animal Liberation Lisa Ryan, che ha chiesto di avviare un’indagine sulle sparatorie.

“Siamo profondamente angosciati e completamente sconvolti da questa spietata sparatoria di cani e respingiamo totalmente le giustificazioni inaccettabili del consiglio comunale secondo cui questo omicidio è stato apparentemente intrapreso come parte di un piano sicuro per la gestione COVID”, ha detto Ryan.

TRADUZIONE DI MOLLY JOHNSON

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