“Uno dei più grandi misteri dei nostri tempi”. Il congresso americano torna a occuparsi di Ufo. Mercoledì prossimo si terrà un’audizione sui presunti oggetti volanti non identificati. La cosa può sembrare cinematografica, e infatti oramai pare di vivere dentro a un film. Però quel che leggiamo è sorprendente.

Non è la prima volta che il Congresso americano si occupa della questione. L’ultima audizione fu nel 1979. Oggi il Congresso è arrivato a premere addirittura sul Pentagono perché se ne parli. Ma ora, dopo tante ipotesi tra le quali la più nota è l’Area 51, dopo tante pubblicazioni spazzatura, ne parla un’autorità politica della massima importanza. “Il popolo americano – spiega il rappresentante democratico per lo Stato dell’Indiana André Carson – si aspetta che i governati e l’intelligence esaminino e rispondano ad ogni eventuale rischio per la sicurezza nazionale, in particolare a quelli che non capiamo del tutto

Gli avvistamenti ufologici sono antichi come il mondo. Si dice che Alessandro Magno avesse visto due oggetti volanti, diversi autori latini, tra i quali Plinio il Vecchio e Tito Livio riportano testimonianze di “clipei volanti”. Cristoforo Colombo annota sul diario di bordo che, quattro ore prima di avvistare le coste americane, vide un disco luminoso viaggiare vicino alla sua nave. Nel 1561 a Norimberga e nel 1566 a Basilea vi furono fenomeni di avvistamenti di massa di oggetti volanti.- Pare che Benito Mussolini abbia secretato le testimonianze su un Ufo schiantatosi nei pressi di Varese nel 1933.

Fenomeni spiegabili e pseudostoria, si dirà. Ma da qualche anno a questa parte se ne parla con più insistenza. Alla fine del 2020 l’ex capo della sicurezza spaziale israeliana affermò “Gli alieni esistono, e Trump lo sa, Nel giugno 2021 la NBC affermava che “Il governo non riesce a spiegare 143 avvistamenti su 144”. E infine un articolo su “Space” afferma: “Il 2022 sarà l’anno decisivo per lo studio degli Ufo”

Ma ci sarebbe un’altra spiegazione, più “terrena”: il Progetto Blue Beam. E cosa sarebbe? E’ una teoria avanzata per la prima volta dal giornalista canadese Serge Monast e che parla di un uso della tecnologia volto a imporre una specie di “religione unica mondiale” basata sul controllo di massa. Monast ne parlò nel 1994, e morì nel 1996. Secondo tale teoria tramite la tecnologia più avanzata si creerebbero ologrammi di “divinità” per poi condizionare l’umanità intera. “La nuova tecnologia – come i computer, i microchip, le nuove automobili, le superstrade – è fatta in modo tale da rintracciare e controllare chiunque e ovunque. E poiché questo tipo di tecnologia è fatta in questo modo, deve per forza avere uno scopo». così scriveva Monast. Alla fase “controllo tecnologico” tramite smartphone e identità digitali ci siamo già. Ora bisogna arrivare al passo successivo: quello religioso. E quale religione più adatta al mondo moderno di una “religione aliena“?

Si spiegherebbe in questo modo anche l’incredibile potenza di una setta come Scientology, fondata tra l’altro da uno scrittore di fantascienza, e le sue propaggini nel più grande contenitore di soft power del mondo, vale a dire Hollywood? Scientology parla di un dio alieno chiamato Xenu. Troppo hollywoodiano? Però stranamente Hollywood ha anticipato tante cose che ci parevano troppo cinematografiche per realizzarsi.

Siamo probabilmente all’ultima carta da giocare, dopo la pandemia e la guerra al kattivo orso russo, roba che pare non aver avuto il successo al botteghino sperato. Non abbiamo la sfera di cristallo ma prima di derubricare a meri deliri cospirativi le teorie sul Blue Beam andiamoci piano. Già abbiamo visto come su 11 settembre e pandemia i complottisti hanno avuto fondamentalmente ragione.

E solo il fatto che il Congresso Usa, nel pieno di una guerra con la Russia presentata come vitale, si occupi di queste cose e addirittura faccia pressioni sul Pentagono, dovrebbe far riflettere: dove sta la fregatura.

ANDREA SARTORI

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