Sono passati 14 anni dall’inizio di questa implacabile caccia all’uomo, e ora la preda è sul punto di essere consegnata nelle mani degli Stati Uniti: stiamo parlando del giornalista e attivista australiano Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. Assange è divenuto una sorta di nemico pubblico numero uno a Washington per essersi permesso di divulgare, a partire dal 2010, circa 700.000 documenti riservati – ricchi di rivelazioni imbarazzanti, anche su crimini di guerra commessi in Iraq e Afghanistan – sottratti al Pentagono o al Dipartimento di Stato grazie a simboli del whistleblowing come Chelsea Manning. L’Alta Corte di Giustizia britannica deve ora decidere sull’appello della difesa contro l’estradizioni negli USA, dove rischia fino a 175 anni di prigione. Ne parliamo stasera a Dietro il sipario con Davide Dormino, Roberto Vivaldelli e Roberto Quaglia.

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