Arriva Novavax, il vaccino (non) tradizionale che dovrebbe indurre i novax alla puntura

Entusiasmo alle stelle sui giornaloni: arriva il Novavax, il nuovo vaccino al vaglio dell’EMA. E, rullo di tamburi, è il siero definitivo: l’arma che finalmente indurrà i tetragoni novax a recarsi all’hub. Viene infatti descritto come un vaccino non mRna ma “tradizionale”.

I media tanto amanti della scienza rasentano e oltrepassano il limite del ridicolo nel proporre tale siero miracoloso ai novax. Il Giornale titola: Bio e senza effetti collaterali, crolla l’ultima scusa novax”. Chi ha scritto il titolo pensava forse che si trattasse di uno yogurt, o magari scrivendo “bio” pensava di riassumere in una parola le virtù di naturalità e genuinità che tanto si vorrebbero trasmettere agli scettici. Per tacere di quel “senza effetti collaterali”, che da solo la dice lunga sugli altri vaccini che invece ne avrebbero.

Repubblica invece punta sul mistico: un video che spiega le infinite virtù del nuovo siero, con immagini di folle che si accalcano intorno a una specie di tempio sacro del vaccino. Dovrebbero essere i novax finalmente felici, che sgomitano per il siero “bio”?

Insomma, i media -e chi per loro- sembrano convintissimi che i novax abbiano solo paura della tecnologia mRna (cosa non del tutto sbagliata) e che un vaccino proteico sia la chiave per convincerli. Ma come funziona il Novavax? E’ davvero “tradizionale”, proprio come quell’antivaiolosa che abbiamo fatto da piccini e che non dava effetti collaterali a parte… debellare totalmente il vaiolo? Leggiamo sul sito Novavax: “La nostra tecnologia vaccinale a nanoparticelle ricombinanti combina la potenza e la velocità dell’ingegneria genetica per produrre in modo efficiente una nuova classe di particelle altamente immunogeniche.” Non suona tanto tradizionale.

A scanso di equivoci, facciamocelo spiegare da Wikipedia: “Novavax utilizza la tecnica delle proteine ricombinanti: contiene una proteina spike di prefusione utilizzando la tecnologia delle nanoparticelle ricombinanti e un coadiuvante a base di saponina. La proteina purificata è codificata dalla sequenza genetica della proteina spike ed è prodotta nelle cellule degli insetti. Il vaccino si basa su una diversa tecnologia rispetto a quelli finora autorizzati in UE e viene prodotto creando un baculovirus ingegnerizzato. Il baculovirus infetta quindi una coltura di cellule di falena, che creano la proteina spike e la visualizzano sulle loro membrane cellulari.” Insomma, non esattamente il vaccino della nonna prodotto nei verdi pascoli bio, come i media darebbero ad intendere trattandoci come al solito da scemi.

Ma la nuova campagna di persuasione è cominciata, con toni e slogan già implementati, e difficilmente si fermerà. La spike ingegnerizzata, che sia mRna o meno, in qualche modo dovranno iniettarsela tutti. Inclusi (ed è significativo) i guariti, che l’hanno già avuta per via naturale e del tutto “bio”. Sempre che si possa parlare di “bio” per un virus chimerico prodotto nei laboratori di Wuhan.

DEBORA BILLI

Debora Billi

View all posts

Sostieni Visione TV

2.636 of 10.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 One Time

Sostieni Visione TV

2.636 of 10.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 One Time