Complottisti, terrapiattisti: così venivano tacciati, fino a poco tempo  fa tutti coloro che credevano che un giorno non troppo lontano, forse, anche nel presente, la gente sarebbe stata controllata con l’uso di microchip, impiantati nel corpo.

Avevamo fatto indigestione di film di fantascienza? Abbiamo letto troppe volte 1984, quel romanzo di Orwell in cui si parla essenzialmente del controllo totale di oligarchie sulla società?

Oggi i complottisti accolgono tra le loro fila un affiliato di pregio, la BBC, che racconta di come nel 2022 tali chip siano in pratica venduti al pubblico.

Quello che solo fino a 10 anni fa si vedeva solo al cinema sembra essere ormai realtà e diventare uno strumento diffuso massivamente.

L’impianto di un chip sottopelle, che allo stato attuale, viene pubblicizzato come strumento di pagamenti object-free, cioè senza l’uso di alcun oggetto, ne carta di credito, ne telefono-che già sembrava futuro qualche anni fa ma che oggi è ampiamente diffuso-  niente altro che la nostra mano.

Patrick Paumen è un 37enne, che nel 2015 ha scelto di farsi installare  un microchip di pagamento contactless sotto la pelle. 

“L’impianto può essere utilizzato per pagare un drink sulla spiaggia di Rio, un caffè a New York, un taglio di capelli a Parigi o al negozio di alimentari locale”, afferma il fondatore e amministratore delegato Wojtek Paprota  dell’azienda anglo-polacca Walletmor . “Può essere utilizzato ovunque siano accettati pagamenti contactless.”

lo ha affermato in un’intervista al sito della BBC  spiegando che la sua azienda, leader nel settore avendo impiantato oltre 500 chip fino ora.

Il chip pesa meno di un grammo ed è poco più grande di un chicco di riso, e attualmente non sarebbe in grado di localizzare la persona.

Ma lo sviluppo della tecnologia in tal settore è velocissimo per cui non si è esclude che questo traguardo possa essere raggiunto tra poco tempo.

Oppure potrebbe essere già realtà, ma tale notizia potrebbe non essere divulgata per vari motivi.

Di sicuro è inquietante, che l’occhio del grande fratello possa essere sempre più piccolo e impercettibile nelle dimensioni e nella percezione, ma cosi profondamente incidenti nella privacy e la libertà di ognuno di noi.

Soprattutto quando e quando i chip incorporati trasportano più informazioni personali.

Anche Nada Kakabadse, professoressa di politica, governance ed etica presso la Henley Business School della Reading University, è cauta riguardo al futuro dei chip embedded più avanzati.

“C’è un lato oscuro nella tecnologia che ha un potenziale di abuso”, dice.“A coloro che non amano la libertà individuale, apre nuove prospettive seducenti per il controllo, la manipolazione e l’oppressione. E chi possiede i dati? Chi ha accesso ai dati? Ed è etico chippare le persone come facciamo con gli animali domestici?”

Il risultato, avverte, potrebbe essere “l’impotenza di molti a beneficio di pochi”.

ANTONIO ALBANESE

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