Quest’anno anche i ricchi piangono. Fino al 2021, il Covid è stata l’occasione per una distruzione creativa dell’economia che ha immiserito molti e che ha ampliato a dismisura le loro ricchezze. Ma ora il vento è cambiato. In questi primi sei mesi scarsi del 2022, le 500 persone più ricche del mondo hanno perso complessivamente 1,4 trilioni di dollari, di cui 206 miliardi di dollari solo lunedì, come nota la testata finanziaria Bloomberg.

Intendiamoci: se anche adesso piangono, i Paperoni sono comunque ricchi sfondati. Così ricchi che non è facile nemmeno immaginare la quantità di soldi sui quali sono seduti. Possono tranquillamente asciugarsi la lacrimuccia con i più pregiati fazzoletti di bisso anziché con quelli di carta usa e getta che noi comuni mortali compriamo al supermercato, preferibilmente quando ci sono gli sconti. Però il segnale è importante e nuovo.

I decenni della globalizzazione a trazione USA hanno portato con sé la concentrazione crescente della ricchezza: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. In Occidente, la classe media è rimasta intrappolata e stritolata in questa tendenza. Il Covid ha accentuato ed esasperato il fenomeno. L’esempio più classico è quello dei piccoli commercianti costretti alla chiusura e alla rovina economica a causa dei lockdown, mentre supermercati e Amazon continuavano a lavorare macinando profitti. E’ stato forse un canto del cigno?

Il 2021 è stato ancora un anno di crescente concentrazione della ricchezza in poche mani, con conseguente immiserimento di molti. A quell’anno è relativo il rapporto sulla ricchezza mondiale pubblicato la settimana scorsa dalla società di consulenza e servizi Capgemini. Registra l’aumento dei Paperoni e della quota di ricchezza da essi detenuto, constatando che il fenomeno, come d’uso, si è manifestato soprattutto in Nord America.

Ora invece i miliardi e i trilioni cominciano a fuggire dalle tasche dei Paperoni. Potrebbe costituire un sintomo del declino degli USA (sono sempre meno l’ombelico del mondo) e della globalizzazione.

Se è così, i ricchi che cominciano a piangere annunciano la nascita di un mondo multipolare e sono da accostare al rafforzarsi e all’ampliarsi della cordata costituita dai BRICS, (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), i Paesi  che ad inizio millennio erano considerati emergenti.

Il Bloomberg Billionaires Index consente di seguire in tempo reale l’andamento della ricchezza di cui i più ricchi dispongono. Al momento il colore rosso prevale nella colonna dedicata al confronto con l’anno scorso.

Il Re dei Paperoni è sempre Musk; ma in questo momento ha in tasca 53 miliardi in meno. Al secondo posto Bezos, un nome che vuol dire Amazon: di miliardi ne ha persi 61. Per trovare chi invece ha guadagnato bisogna scendere fino all’ottavo e al nono posto della classifica della ricchezza. Li occupano due indiani. Prima di loro, fra i ricchi che piangono, ci sono solo nomi statunitensi o europei.

GIULIA BURGAZZI

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