Dopo tanto corteggiamento, finalmente il matrimonio tra Cina e Russia è stato ufficializzato. L’unione è avvenuta nel contesto delle Olimpiadi di Pechino, e lo scopo è chiarissimo: contrastare l’espansione della NATO, che avanza pericolosamente a Ovest.
Ma davvero è un vantaggio per la Russia?

Apparentemente sì, viste le mattane di Biden e la paranoia antirussa occidentale. L’avvicinamento a Pechino era oramai uno sbocco geopolitico naturale, e se la Russia e la Cina si sono alleate la colpa principale è proprio della NATO e dell’assurda politica dell’Occidente verso la Russia in età post-sovietica quando, invece di integrare Mosca, la si è isolata ed emarginata. Ma questa alleanza nasconde molte insidie per la Russia.

Mosca è l’anello debole della catena. Il Pil della Cina oramai compete con quello americano, il Pil della Russia è pari a quello italiano. Questo pone la Russia in condizione di subalternità rispetto alla Cina, una posizione che ricorda quella dell’Italia mussoliniana rispetto all’alleato tedesco. Certo, la Russia ha un ottimo comparto di armi, migliore di quello cinese, ma oggi le guerre non si combattono più con le armi.

La partita per vedere se la Cina è realmente un alleato di cui fidarsi o un cavallo di Troia è la Siberia: una regione ricca di materie prime ma che da secoli è contesa tra Russia e Cina

La notizia di oggi è l’accordo per il gasdotto che andrebbe dalla Siberia alla Cina ma quale sarà il prezzo che dovrà pagare Putin?

La Cina aveva cominciato a colonizzare la Siberia dagli anni 90 quando le aziende cinesi cominciarono a prendere in concessione terreni abbandonati dopo il crollo delle fattorie collettive sovietiche. Da allora questo colonialismo non si è più fermato, portando anche ad un’immigrazione tesa a rendere i siberiani minoranza nella loro stessa terra. A questo si aggiungano gli incendi del 2021 commissionati da aziende cinesi per prendersi quei terreni.

Non è un caso che Putin, popolarissimo ad esempio in Crimea e in Cecenia, sia invece poco amato in Siberia, epicentro di proteste contro il governo.

La Russia è inconquistabile da Ovest. Tutti conosciamo le disastrose esperienze di Napoleone e di Hitler. Ma dall’Asia ha spesso avuto guai più grandi. La sconfitta nella guerra russo-giapponese del 1905, causata anche dal fatto che il grosso dell’esercito stava in Europa, e soprattutto l’invasione mongola del 1237, l’unica volta che la Russia fu davvero occupata, e lo fu per due secoli.

La Russia è “conquistabile” dall’Asia, quindi. Anche perché, come detto, solitamente ha la maggior parte delle sue armi in Europa (soprattutto ora, causa minaccia della NATO). Ma la Cina segue sempre il manuale bellico di Sun Tzu “Il migliore è colui che vince senza dar battaglia” oppure “la guerra è il Tao dell’inganno” e ancora “Nell’operazione militare vittoriosa prima ci si assicura la vittoria e poi si dà battaglia”.

La Cina ora si assicurerà le immense risorse della Russia rendendola provincia del suo Impero e facendo di Putin un suo vassallo, come fecero gli inglesi con l’India. Colpa nostra e della nostra isteria russofoba. Ma questo fatto, alla lunga, non porterà bene nemmeno a Putin e ad un popolo orgoglioso che, se non ha accettato di essere servo degli americani, non so quanto accetterà di esserlo dei comunque più astuti cinesi.

ANDREA SARTORI

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