Momento decisivo per la privatizzazione dell’ex compagnia di bandiera Alitalia, ora Ita Airways: il Ministero del Tesoro sta vagliando la proposte di Msc-Lufhtansa e quella Certares-Delta-Air France, interessate ad acquisire quote, rispettivamente, per l’80% e il 60% della compagnia.

Ma ecco che, pur dimissionario, si fanno sentire gli ultimi colpi di coda del Governo Draghi e della sua politica sottomessa all’Europa e asservita alle lobby economiche: l‘ex Presidente del Consiglio fa pressioni sul Tesoro perchè la decisione sia presa in fretta, in modo da concludere entro Settembre.

Ancora una volta Draghi interviene personalmente sconfinando in competenze che non dovrebbero riguardarlo personalmente:  la solita fretta che ha contraddistinto il suo mandato, con la quale ha tentato di azzerare i poteri del Parlamento.

Ricordiamo tutti quando nel 2008 si  bloccò in extremis la vendita di Alitalia ad Air France, ed è proprio questo che Draghi vuole evitare: sul piatto ci sono 850milioni offerti dai tedeschi di Msc-Lufhtansa per l’80% della compagnia, contro i 600milioni offerti dalla cordata franco statunitense Certares per il 60% dei titoli di Ita Airways. I tedeschi sembrano favoriti: verrebbe premiata la loro tenacia, visto che sono quasi 15 anni che tentano di farla propria.

Adesso con il silenzio di Fratelli d’Italia, l’avallo di Pd, Lega e Forza Italia, che invece nel 2008 si oppose alla vendita, dopo miliardi spesi in finanziamenti dai Governi precedenti per “salvare” l’italianità della compagnia di volo, la corsa è a due, e in ogni caso si strapperà all’ Italia un pezzo di storia oltre che un importante apparato strategico ed economico.

Del resto di italiano ormai la compagnia non aveva neppure più il nome, a causa del diktat  dell’anno passato della direzione generale Concorrenza della Ue : niente più nome e marchio “Alitalia”, Bruxelles decise che era una  condizione fondamentale, anche allora, con l’approvazione di Mario Draghi.

ANTONIO ALBANESE

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