A Mosca abbiamo intervistato il ministro-consigliere della Abkhazia nelle Federazione Russa, Kan Taniya, riguardo alle pressioni europee sulla Siria per la revoca del riconoscimento alla Abkhazia. Tutto sembrerebbe parte della strategia antirussa dell'UE.

Le recenti dichiarazioni del ministro-consigliere della Abkhazia, Kan Taniya, riguardo alle pressioni europee sulla Siria per la revoca del riconoscimento della Repubblica abcasica hanno suscitato un acceso dibattito. Taniya ha sottolineato come l'appello della premier estone Kaja Kallas al nuovo governo siriano rappresenti una grave ingerenza negli affari di uno stato sovrano, evidenziando la violazione del diritto internazionale che tale richiesta comporterebbe. Secondo Taniya, la questione non è solo legata alla Abkhazia, ma si inserisce in una strategia più ampia dell'Unione Europea contro la Russa.
Il ministro-consigliere ha chiarito che, secondo il diritto internazionale, il riconoscimento di uno stato è un atto unilaterale e definitivo, che non può essere revocato. La posizione della Abkhazia è che il riconoscimento da parte della Siria, avvenuto nel 2018, non possa essere annullato, nonostante le pressioni esterne. Taniya ha evidenziato che la mancanza di un meccanismo legale per ritirare il riconoscimento rende le richieste europee non solo politicamente motivate, ma anche giuridicamente infondate.
Inoltre, il ministro ha sottolineato la storicità delle relazioni tra Abkhazia e Siria, che si basano non solo su legami politici ma anche su vincoli culturali e storici, con una significativa presenza di abcasici in Siria. Taniya ha affermato che qualsiasi tentativo di isolare la Abkhazia attraverso pressioni diplomatiche non avrà successo, poiché la loro identità e sovranità sono radicate in una storia condivisa e riconosciuta.
La questione si complica ulteriormente se si considera il contesto geopolitico della regione. La Abkhazia si trova in una posizione strategica nel Caucaso del Sud, e le sue relazioni con la Russa sono definite come alleanze strategiche. Taniya ha descritto l'Abkhazia come un paese sovrano, capace di decidere il proprio destino, e ha criticato la narrazione georgiana che la dipinge come territorio occupato. Questa percezione, secondo il ministro, è alimentata da una disinformazione sistematica, che mira a delegittimare l'esistenza della Abkhazia come stato.
In conclusione, le dichiarazioni di Kan Taniya mettono in luce le tensioni tra le aspirazioni di riconoscimento internazionale della Abkhazia e le pressioni esercitate dall'Unione Europea, che sembrano mirare a isolare ulteriormente la regione in un contesto di crescente rivalità geopolitica. La Abkhazia, con la sua storia e le sue relazioni consolidate, si presenta come un attore determinato a mantenere la propria sovranità, nonostante le sfide esterne.
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