Si inaugura oggi 5 settembre a Milano Gastech 2022, importante Fiera dell’energia incentrata sui temi della sicurezza energetica, del rifornimento di energia a prezzi accessibili per tutti e della riduzione delle emissioni di carbonio.

Si tratta di un forum enorme, con quasi 50mila partecipanti tra rappresentanti, delegati, espositori: prevista la partecipazione di ministri, amministratori delegati e personalità del settore energetico. La conferenza inaugurale, rivolta ai partecipanti, prevede un discorso di apertura da parte del sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, nonché gli interventi del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e del presidente della Lombardia Attilio Fontana.

Oltre 40 le aziende presenti nel padiglione italiano – tra cui Eni, Snam, Saipem e Maire Tecnimont -, mentre i relatori provengono dai più alti livelli industriali e governativi: ci saranno ad esempio Christiana Figueres, ex segretario generale dell’Unfcc (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici); Sigmar Gabriel, ex vice cancelliere ed ex ministro degli Esteri della Germania; Dan Brouillette, ex segretario all’Energia degli Stati Uniti.

Quest’anno il tema del gas e dei costi fuori controllo è al centro dell’attenzione. E Gastech propone un forum dove discutere della crisi energetica attuale, degli scenari geopolitici e della sicurezza energetica globale, affrontando argomenti chiave quali il futuro dell’energia, la sicurezza e l’approvvigionamento energetico.

“Trovare soluzioni urgenti alla crisi energetica globale, prima della stagione di riscaldamento invernale”, commenta Christopher Hudson, presidente di Gastech. Tuttavia è curioso che si possa discutere di energia senza sentire i rappresentanti del Paese che contribuisce per oltre il 60% alle forniture dell’intera Europa, ossia la Russia. Secondo quanto riportato da “il Giornale” Gazprom non sarebbe stata invitata e, nella pagina dedicata all’evento, non c’è traccia di relatori o rappresentanti di aziende della Federazione : non è chiaro se per scelta delle aziende stesse o se si tratta dell’ennesima esclusione da parte degli organizzatori occidentali.

Il Paese con la percentuale di  risorse naturali più alto al mondo resta ad ogni modo fuori da una kermesse che proprio per tale motivo appare monca di un interlocutore importante, pur essendo partecipata da personalità di alto rilievo provenienti da Asia, Africa, Europa e America.

L’economia russa procede a passi da gigante: la crescita economica della Federazione è stata particolarmente efficiente e spedita proprio – è curioso farlo notare –  nel periodo delle sanzioni, che avrebbero dovuto colpirla nel cuore dell’economia.

A Milano si discute chiusi nei padiglioni della Fiera mentre là fuori i cosiddetti Paesi emergenti, i Brics, stanno costruendo un mondo nuovo, non più unipolare, spostando, forse irreversibilmente,  gli assi dell’economia mondiale.

ANTONIO ALBANESE

 

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