La Cina è in trattative per aprire una base militare a Cuba, cioè a un tiro di schioppo (circa 160 chilometri) dalle coste statunitensi. La rivelazione del Wall Street Journal arriva nel momento in cui le relazioni fra Cina e Stati Uniti hanno raggiunto “il livello più basso”, come ha detto il ministro degli Esteri cinese, ricevendo pochi giorni fa il segretario di Stato statunitense Blinken.

Il punto ultimamente molto dolente e il motivo per il quale i rapporti fra i due Paesi potrebbero degenerare è Taiwan, l’isola di fronte alle coste cinesi che la Cina considera parte del suo territorio nazionale.

Al ritorno dalla Cina, Blinken ha ribadito che gli Usa, pur non appoggiando l’indipendenza di Taiwan, vogliono far sì che essa sia in grado di difendersi. In grado di difendersi dalla Cina: va da sé. Un’affermazione del genere, in ultima analisi, significa proprio appoggiare l’indipendenza di Taiwan.

TAIWAN, CINA E STATI UNITI

Nell’ambito di queste tensioni, la base militare a Cuba porterebbe la Cina ad un passo dagli Stati Uniti. La situazione ricorda la crisi dei missili sovietici a Cuba, quando la guerra fredda fra Stati Uniti ed Unione Sovietica rischiò seriamente di diventare una guerra nucleare. Era il 1962. Gli Usa non volevano armi nemiche così vicine ai propri confini: e questo è comprensibile.

Però gli Usa, in tempi recenti, hanno mostrato di non comprendere che vale anche il simmetrico. Dal punto di vista di altri Paesi,  la presenza militare statunitense a poca distanza dai propri confini è motivo di profonda e legittima preoccupazione.

La guerra in Ucraina è scoppiata perché non ha trovato ascolto la richiesta della Russia di non espandere ulteriormente la Nato nell’Europa orientale, ovvero di non farvi entrare l’Ucraina stessa. Ed ora gli Usa rischiano di trovarsi con una base cinese a 160 chilometri dalla Florida. Dante direbbe che è la legge del contrappasso.

LA BASE CINESE A CUBA

A quel che scrive il Wall Street Journal, le trattative fra Cina e Cuba sono ad uno stadio avanzato: ma non ancora concluse. La sua fonte sono informazioni di intelligence definite frammentarie ma convincenti.

La base cinese a Cuba, sempre che essa prenda effettivamente corpo, potrebbe ospitare truppe cinesi in modo permanente. Potrebbe inoltre incrementare le capacità spionistiche che la Cina ha sviluppato sull’isola. Vi esistono già quattro installazioni attraverso le quali Cina e Cuba tengono insieme d’occhio le mosse statunitensi.

I piani cinesi per Cuba fanno parte del “Progetto 141” con il quale l’esercito cinese vuole espandere la sua presenza nel mondo. Quella di Cuba sarebbe la prima struttura nell’emisfero occidentale. Invece, come ricorda lo stesso Wall Street Journal, gli Usa hanno 350 mila militari nell’oceano Pacifico. Inoltre Taiwan – dove sono di stanza circa 100 soldati statunitensi – dista dalla Cina più o meno quanto Cuba dista dagli Usa.

GIULIA BURGAZZI

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