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Notizie27 Giugno 2022

La Caporetto del centrodestra: dopo i tradimenti, gli elettori vanno al mare

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza la sconfitta del centrodestra alle comunali, evidenziando il ruolo cruciale dell'astensione. Si discute anche della disconnessione tra i leader e l'elettorato, che ha scelto di non votare.
Punti chiave
  • Il centrodestra ha subito una sconfitta storica ai ballottaggi.
  • L'astensione è stata il vero vincitore, soprattutto a destra.
  • I litigi interni non spiegano la disaffezione degli elettori.
  • Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno perso il contatto con il loro elettorato.
  • La pandemia e le misure governative hanno influito negativamente sul consenso.
L'articolo

La Caporetto del centrodestra italiano. La sconfitta ai ballottaggi delle comunali viene sottolineato dalla storica Waterloo a Verona, città roccaforte del centrodestra da decenni espugnata dal PD.
In realtà il vero vincitore di questo ballottaggio è l’astensione ma evidcentemente l’astensione è più forte a destra.

Si sprecano le analisi: a Sinistra l’Huffington Post dice giustamente di non cantare vittoria: non è un test nazionale perché ha vinto l’astensione, e le politiche saranno un’altra cosa. Tutto giusto, perché l’astensione riguarda essenzialmente l’elettorato di destra che è numericamente più corposo. A destra invece si mostra uno stupefacente distacco dalla realtà. Mentre quel “genio” della Ronzulli incolpa la divisione interna, Fratelli d’Italia punta il dito verso lo scarso risultato degli alleati. Anche il leader della Lega Matteo Salvini getta la croce sui litigi interni. Tutte considerazioni “di palazzo” che non tengono conto di chi conta sul serio: l’elettore.

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Innanzitutto il fatto che si tratti di elezioni comunali ha un suo peso. Alle Comunali si tende a votare la persona più del partito perché si va su fatti più sotto gli occhi di tutti: la manutenzione delle strade, i servizi e via dicendo. In posti piccoli tutti conoscono i candidati anche personalmente e questo fa una grande differenza. Come ha sottolineato anche l’Huffington Post i ballottaggi sono da sempre meno sentiti, e molti, in una bella giornata di giugno, sono davvero andati al mare o in montagna.

Ma la domanda resta: perché soprattutto quelli del centrodestra sono andati al mare? Davvero per colpa dei litigi?

In realtà il centrodestra non ha tenuto conto del suo elettore tipo. Storicamente l’elettore di sinistra va a votare il partito a prescindere. Certo, non sono più i vecchi comunisti alla Peppone, si sono trasformati in fighetti americaneggianti, ma quella forma mentis ideologica resta: bisogna sostenere il partito in maniera quasi religiosa, pure se fa cose che non ci vanno, perché dobbiamo fermare i fascisti. Il trinariciuto di Guareschi, quello dell’ “obbedienza cieca, pronta, assoluta” ha cambiato solo il vestito di fatto

Diverso l’elettore di centrodestra, mediamente più critico, capace di ritirarti il consenso se fai qualcosa che non gli va. E Forza Italia, Meloni e Salvini hanno sbagliato tutto. Forza Italia oramai è una copia del PD in salsa più “ottantiana”: un PD con Jerry Calà al posto di Jovanotti. Un partito oramai destinato a morire, anche a causa delle giravolte di Berlusconi, che ha tradito tutto il tradibile e che ha fatto terra bruciata di ogni possibile delfino.

Ma Salvini e Meloni si sono suicidati in questi anni. Il leader della Lega, che sino al 2019 aveva un consenso “putiniano”, è stato ammazzato dalla pandemia. Salvini, solitamente eccezionale nel fiutare il vento, pare aver perso questa caratteristica. Il suo elettore medio, dopo un primo momento di sbandamento, era tendenzialmente contrario a quelle misure pandemiche che lui o ha appoggiato o non ha combattuto con forza. I governatori leghisti sono stati tra i più feroci nell’applicare le misure pandemiche. L’elettore medio della Lega era il piccolo imprenditore che si è visto rovinato dalle chiusure. Infine fatale l’appoggio a Draghi, uomo da sempre inviso ai leghisti e che in passato lo stesso Salvini attaccò. Ora è tardi

Giorgia Meloni, collocandosi all’opposizione rispetto al governo Draghi, sembrava dover capitalizzare gli errori del suo collega padano. E invece possiamo annoverare Giorgia tra le vittime dell’ “operazione speciale” di Putin. Fratelli d’Italia si è subito posta come partito bellicista, favorevole all’invio di armi. E anche questo all’elettore medio di destra non piace, un po’ perché a destra esiste uno storico appoggio a Putin come persona, visto come una sorta di baluardo contro il declino della civiltà cristiana e della tradizione, un po’ perché le sanzioni alla Russia hanno rovinato tantissimi imprenditori che con Mosca facevano affari e l’elettore tipo del centrodestra non è l’intellettuale, ma l’imprenditore.

A questo punto l’elettore di centrodestra va al mare. A parte lo zoccolo duro che c’é ovunque, la maggioranza di chi vota a destra guarda ai fatti, e se il partito si allinea non vede perché dovrebbe votarlo. La disfatta di Verona è probabilmente anche un riflesso del comportamento del governatore del Veneto Zaia in tempo di pandemia. I temi su cui la Lega recuperava sempre voti puntando sulla paura, ovvero immigrazione e sbarchi, sono passati in secondo piano, dal 2020 paiono storia antica.

Forse su questo i signori Salvini e Meloni dovrebbero fermarsi un attimo a riflettere.

ANDREA SARTORI

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