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Notizie23 Maggio 2022

Analfabetismo di ritorno: gli aspiranti magistrati non sanno scrivere né pensare

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza la situazione degli aspiranti magistrati, evidenziando l'analfabetismo crescente tra i giovani. Si discute anche del ruolo della scuola e delle sue implicazioni sulla formazione della classe dirigente.
Punti chiave
  • Il concorso in magistratura ha visto solo 220 elaborati passare su 3.797.
  • Luca Poniz critica il linguaggio primitivo e la logica assente degli elaborati.
  • Il rapporto di Save the Children mostra che un quindicenne su due non comprende un testo.
  • L'indottrinamento nelle scuole statali compromette la preparazione degli studenti.
  • La situazione attuale evidenzia una grave involuzione dell'intelligenza tra i giovani.
L'articolo

“Linguaggio primitivo e logica assente”. Questo il giudizio sulla maggior parte degli elaborati dell’ultimo concorso in magistratura. Su 3.797 elaborati consegnati la Commissione ne ha fatti passare appena 220..
Luca Poniz, pm e membro della Commissione ha descritto la drammatica situazione al Fatto Quotidiano. Gli elaborati sono ““in un italiano primitivo, senza alcuna logica argomentativa, quasi non valutabili“ mentre altri sono ““privi dei requisiti minimi, pieni di refusi ed errori concettuali e di diritto“.
“Alcune centinaia di temi erano francamente imbarazzanti. – continua Poniz – Non posso scendere nell’aneddotica perché la selezione è ancora in corso, ma mi ha colpito osservare così poca confidenza con il ragionamento giuridico e tanta distanza dagli standard minimi di elaborazione e scrittura. Viene da chiedersi come sia possibile, a questi livelli”.

Com’é possibile? Molto facile. Il problema va a monte, e si chiama scuola. Mentre il ministro Bianchi se ne esce con la trovata che le mascherine a scuola avrebbero un “valore educativo” abbiamo il rapporto di Save the Children che dice che un quindicenne su due non capisce un testo.

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Eppure ci sarebbe la famosa “scuola dell’obbligo”. Non siamo in un Paese del Terzo Mondo dove gran parte dei bambini finisce nel lavoro minorile. I quindicenni analfabeti di oggi sono gli aspiranti magistrati di domani. E il disastro del concorso in magistratura fa capire che il problema viene da lontano, non è solo di oggi.

Certo, al ministro Bianchi interessa più il valore educativo dell’obbedienza e della sottomissione all’autorità ( perché questo il presunto valore educativo della mascherina: zitti e buoni, per parafrasare i Maneskin, e non fate domande) che a formare una classe dirigente, solo che a questo punto ci si ritroverà con degli analfabeti anche ai posti di comando (anche se tra Di Maio e altri ministri imbarazzanti il problema già si pone).

Sono oramai anni che le scuole statali italiane sono centri di indottrinamento. Ma negli antichi regimi totalitari l’indottrinamento statale si accompagnava ad una preparazione formidabile. Nessuno può negare che obiettivamente la riforma Gentile non abbia gettato le basi per uno dei migliori sistemi scolastici europei. Idem con la scuola sovietica, ideologizzata ma che sfornava laureati preparatissimi. Nella dittatura italiana attuale questo viene totalmente a mancare.

Gli attuali alunni hanno un lessico poverissimo e soprattutto mancano di logica. Il sottoscritto insegna il latino e il greco e la prima cosa che dice all’alunno è “il latino è una lingua come l’italiano e l’inglese. Cerca di comprendere la logica del contesto” per poi sentirsi dire che “i Romani attaccarono i Galli tirando tessuti” (in latino la parola che significa tessuto è molto simile a quella che significa freccia) dopo aver sottolineato a più riprese che si tratta di un contesto militare. E questo in un liceo, che dovrebbe essere la scuola d’eccellenza. Capisco che per gli insegnanti sia più importante parlare di Greta e di gender che non di grammatica e di logica. Se l’alunno non ha logica è più facile da indottrinare.

Chiunque abbia bazzicato la scuola attuale comprende quel che vuol dire Poniz quando parla di temi che mancano della logica più elementare. Abbiamo a che fare con generazioni per cui un fumetto di Topolino può presentare difficoltà di comprensioni pari alla Summa Theologiae di Tommaso d’Aquino.

La situazione è realmente allarmante perché stiamo assistendo ad una involuzione spaventosa dell’intelligenza. E questi “regrediti” si presentano a concorsi come quello in magistratura, dove puoi decidere della libertà delle persone.

Però è più importante il valore educativo di uno straccio in faccia che impedisce di parlare e ragionare, secondo il poco onorevole ministro Bianchi. Flaiano diceva che la situazione è grave ma non seria. Purtroppo in questo caso è sia grave che seria

ANDREA SARTORI

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