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Notizie12 Maggio 2022

Crash delle crypto: altro che Bitcoin e Big tech, il bene rifugio resta l’oro

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Antonio Albanese analizza il crollo delle criptovalute, evidenziando il legame con i titoli tecnologici. Si discute anche del ritorno dell'oro come bene rifugio in tempi di crisi economica.
Punti chiave
  • Il mercato delle criptovalute ha subito un ribasso notevole.
  • Il valore del Bitcoin è sceso sotto i 30mila dollari.
  • Analisti prevedono un possibile calo del Bitcoin a 17mila dollari.
  • L'oro ha visto un aumento significativo del suo valore.
  • Il Bitcoin si dimostra un investimento speculativo in questo contesto.
L'articolo

I fan delle cripto valute lo sanno bene, mai come in questo momento il mercato finanziario legato alle monete digitali ha subito un ribasso così notevole da trasformarsi in terremoto.

Un vero e proprio crollo, iniziato già l’indomani della crisi russo-ucraina, che ha fatto sprofondare il valore di tutte le cripto monete, indebolendo sia le “stablecoin” che le “altcoin” (con stablecoin si indicano le monete storicamenete piu stabili nel loro rendimento al contrario delle altcoin, molto più fragili da questo punto di vista – ndr).

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Il valore dei Bitcoin, la regina delle valute digitali,  è sceso ai suoi minimi dallo scorso anno, scendendo per la prima volta dopo due anni, sotto la soglia dei 30mila dollari,e trascinando con se tutto il mercato.

Ma c’ è chi come  Jeffrey Halley, analista di mercato senior di Oanda, dalle pagine di Bloomberg suggerisce che il bitcoin potrebbe scendere fino ai 17mila dollari.

Una situazione difficile che vede un precedente solo ai tempi della crisi del covid, nel 2020 appunto, durante il qual comunque, il bitcoin non si era deprezzato  tanto bruscamente quanto ora: il calo è di oltre il 50% dallo scorso novembre, quando la moneta digitale più conosciuta al mondo si era attestata a 69mila dollari.

Diversi analisti ritengono che tale crisi sia dovuta al legame che i Bitcoin hanno stretto sempre più con i  grandi titoli tecnologici presenti sul Nasdaq e su S&P 500. Questi hanno perso rispettivamente negli ultimi 6 mesi, circa il 24% e il 14% del valore.

Una situazione del genere può essere connessa all’ incertezza politica ed economica a livello globale, quindi alla situazione geopolitica dovuta al conflitto, con conseguente  aumento dell’inflazione, del costo dell’energia, delle materie prime, delle derrate, dei carburanti in generale, che segue un altro periodo di crisi, quella dovuta alla carenza delle materie prime necessarie alla costruzione di prodotti tech, come le terre rare o il rame, dovuta ai vari stop alle imprese durante i vari lockdown.

La situazione attuale da ragione a tutti i detrattori di questo tipo di investimento, che ne hanno sempre parlato come di una mera speculazione finanziaria.

A contrastare tutti questi segnali negativi è invece il valore dell’oro, aumentato di tre tassi in percentuale , praticamente 5 euro a settimana dall’inizio della guerra,

Insomma il Bitcoin sarebbe dovuto essere,  un nuovo bene rifugio, contro l’inflazione grazie alla sua caratteristica di scarsità: un rifugio sicuro in tempi di crisi economiche e geopolitiche perché non controllato da autorità centralizzate e governative: si è dimostrato invece un investimento fortemente speculativo, inadatto  all’attuale contesto economico-monetario poichè legato e correlato ad altri mercati altamente rischiosi come i titoli tecnologici del Nasdaq.

Così con buona pace per i colossi BigTech , titolari e detentori di grosse riserve di valuta digitale, per la gente comune il caro vecchio, affascinante metallo giallo, resta, il bene rifugio per eccellenza, poichè bene tangibile: in tempi in cui si cerca concretezza alle favole degli speculatori che promettono facili guadagni in poco tempo investendo in tutto quello è virtule e futuristico, intangibile, non ci crede più nessuno,

ANTONIO ALBANESE

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