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Notizie4 Gennaio 2022

Ex Ilva: il voltafaccia del M5s, e dei soldi destinati alle bonifiche

Di ·642 contenuti pubblicati
Ilva Taranto
Giulia Burgazzi analizza il voltafaccia del M5S riguardo l'ex Ilva, evidenziando il dirottamento dei fondi per le bonifiche. Si discute anche delle implicazioni ambientali e politiche per Taranto e l'Italia.
Punti chiave
  • L'ex Ilva può usare fondi per bonifiche per la produzione di acciaio.
  • I valori di benzene sono peggiorati a Taranto, secondo Peacelink.
  • Il M5S ha tradito le promesse fatte nel 2018 riguardo l'ex Ilva.
  • Fondi sequestrati ai Riva sono destinati a interventi sugli impianti ex Ilva.
  • Parlamentari M5S propongono un emendamento per mantenere i fondi alle bonifiche.
L'articolo

L’ex Ilva di Taranto, tramite il decreto Milleproroghe, può utilizzare centinaia e centinaia di milioni milioni inizialmente destinati alle bonifiche ambientali per continuare a produrre acciaio attraverso la cosiddetta decarbonizzazione. Ossia, citando una sintesi felice, per la realizzazione di nuovi siti “diversamente inquinanti”.

La vicenda è drammatica per i tarantini ed emblematica per l’Italia intera. Per chi vive a Taranto, l’ex Ilva è un disastro ambientale che ha provocato danni alla salute di dipendenti e residenti. E non è che anche ultimamente le cose vadano proprio benissimo. Come rileva Peacelink,  i valori del benzene – cancerogeno – sono peggiorati in dicembre nella cockeria dello stabilimento e nel quartiere Tamburi.

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Dal punto di vista dell’Italia intera, la vicenda ex Ilva è emblematica. Riassume il  naufragio delle speranze di cambiamento emerse dalle elezioni 2018 e dalla vittoria del M5S. Ora il M5S è organico ad una poltiglia politica sorda e grigia disposta a metabolizzare di tutto. A parte ovviamente i due gatti che hanno deciso di andare all’opposizione: due gatti, neanche quattro.

I programmi ambientali 2018 del M5S sono finiti appesi al chiodino situato accanto al candido trono che si trova nell’angolo più intimo di ogni casa.

A Taranto il M5S aveva stravinto promettendo di chiudere l’ex Ilva. Ha cambiato strada dopo aver “scoperto” (così diceva) il contratto di cessione dello stabilimento firmato dal precedente governo.

Dopo aver metabolizzato l’ex Ilva in sé, gli esponenti M5S nel governo Draghi ora hanno metabolizzato anche le disposizioni del decreto Milleproroghe, approvato l’antivigilia di Natale.

Stabiliscono di trasferire una parte dei fondi sequestrati ai Riva – 650 milioni, o 575 milioni secondo altre fonti – “per realizzare interventi sugli impianti ex Ilva, e non per la bonifica delle falde e dei terreni contaminati dalle diossine e dai metalli pesanti”. Sono parole di Angelo Bonelli, un politico anche lui: ma situato fuori dalla stanza dei bottoni.

Ora alcuni parlamentari M5S intendono presentare un emendamento alla conversione in legge del Milleproroghe per far sì che quelle centinaia di milioni rimangano alle bonifiche. Auguri.

Non risulta infatti che uno solo dei ministri M5S abbia fatta obiezione al dirottamento dei soldi né che abbia speso una parola per appoggiare l’emendamento. Anche di questo ci ricorderemo, a Taranto e non solo.

GIULIA BURGAZZI

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