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Mondo1 Giugno 2026

Quegli usa che ci controllano mafiosamente

Ruggiero CaponeDi Ruggiero Capone·13 contenuti pubblicati
L'articolo analizza il controllo esercitato dagli Stati Uniti sull'Italia, evidenziando il legame tra mafia e politica. Si discute anche dell'operato di Cesare Mori e del ruolo di Lucky Luciano negli eventi storici legati alla mafia e alla Seconda Guerra Mondiale.
Punti chiave
  • L'Italia fascista era sotto il controllo di poteri esterni, inclusi Usa e Gran Bretagna.
  • Cesare Mori condusse un'azione militare contro la mafia a Gangi nel 1926.
  • L'assedio di Gangi si trasformò in guerriglia, con metodi estremi da parte dello Stato.
  • Lucky Luciano collaborò con i servizi Usa per facilitare lo sbarco in Sicilia nel 1943.
  • Documenti segreti rivelano legami tra mafia, politica e servizi americani in Italia.
L'articolo

Non si fa certo peccato ad ammettere che l’Italia sarebbe passata dal regime fascista controllato segretamente da Londra, per via di accordi tra casa Savoia e Corona britannica (contratti siglati a metà ‘800), al sistema atlantico “democratico” gestito dagli Usa. L’Italia del Ventennio fascista era penetrata dalle spie inglesi che, come noto, erano in rapporti anche con quelle Usa per comuni interessi sia petroliferi che di controllo del Mediterraneo: prove il dossier Sinclair Oil raccolto da Giacomo Matteotti.

Pensare a Benito Mussolini come uomo solo al potere sarebbe oggi anacronistico: l’Italia era un crogiuolo di poteri, e l’operato del fascismo era attenzionato sia Londra che da Washington. Allora quando s’incrina il rapporto tra Italia fascista e la comunità immigrata oriunda negli Usa? Probabilmente quando la stampa americana dei primi anni ’30 inizia a diffondere notizie della guerra alla mafia iniziata dal prefetto Cesare Mori nel gennaio del 1926. Desta curiosità come l’assedio alla cittadina palermitana di Gangi sia stato condotto come una vera e propria azione di guerra. Obiettivo?

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Arrestare o catturare, vivi o morti, Gaetano Ferrarello (detto il “re delle Madonie”) e circa un centinaio di mafiosi e criminali latitanti dal 1910: da quando sotto il governo Giolitti ne veniva ordinata la cattura. Ma Gangi era anche una cittadina agricola di tutto rispetto, dove i nobili locali offrivano stagionalmente lavoro nei campi ai braccianti della provincia di Palermo. Dalla vicina Lercara Friddi alcuni operai avevano raggiunto Gangi, tra loro alcuni parenti di tale Salvatore Lucania, che poi passerà alla storia come Luky Luciano.Cesare Mori aveva precisi ordini di portare a Roma il risultato: il ministro Luigi Federzoni diceva a Mussolini “solo Mori ha la tempra per questa azione”. Venivano dispiegati nell’assedio di Gangi circa mille uomini dello Stato, circa ottocento tra Carabinieri e guardie di Pubblica Sicurezza. Mori aveva preventivato anche la possibilità di operare con le buone un rastrellamento casa per casa: sperando così di arrestare i vari mafiosi e latitanti senza conflitti a fuoco, senza che venisse opposta resistenza.

Ma la situazione degenerava in una vera e propria guerriglia, con lo Stato pronto all’uso di cannoni e i banditi a rispondere con vecchi obici borbonici caricati a sassi e chiodi. I Carabinieri avevano ordine di macellare sulle porte della città il bestiame della mafia, quindi di usare donne e bambini come ostaggi per costringere i latitanti ad arrendersi. Durezza di metodi che provocava l’indignazione della stampa britannica, mentre a Roma ambienti vicini al governo appellavano Cesare Mori come il “Prefetto di ferro”.Così capitava anche, in uno dei vari assalti dell’esercito, che andavano a perdere la vita dei poveri braccianti: rimane ancor oggi il mistero su chi avesse passato ai servizi Usa le foto di un giovane e di una ragazza morti durante l’assedio.

Scatti che passano alla storia come un pretesto e poi leggenda. Infatti nell’estate del 1942 l’OSS (precursore della CIA) incarica il servizio informazioni della Marina militare Usa d’incontrare Luky Luciano in carcere, dove era detenuto per reati di mafia. Gli agenti Usa avrebbero mostrato quelle foto al mafioso, quindi pronunciato la fatidica domanda “collaboration?”.I Vitelloni (1953)Luciano si narra fosse visibilmente commosso alla vista delle immagini. Poi per il gangster veniva allestita una cella di lusso nello stesso Sing Sing, dove gli uomini dei servizi Usa testavano l’attendibilità delle informazioni mafiose e come i collegamenti di Luciano avrebbero favorito il successo dell’operazione battezzata in codice “Underworld”: ovvero “mondo di sotto”, “patto di malavita”. Questa vicenda è passata alla storia come il secondo “patto Stato-Mafia”: il primo nel subito dopo Unità d’Italia, quando la rivolta palermitana del “Sette e Mezzo” fatta dai cosiddetti Forconi nel 1866 rientrava per accordi tra un oscuro barone e le truppe d’occupazione, poi c’è quello più recente ed ancora inpronunciabile tra 1989 e 1993 (in mezzo le stragi ancora fumanti).

Così Luciano prendeva il merito dagli Usa di aver facilitato nel luglio ’43 lo sbarco alleato in Sicilia: in cambio, oltre alla libertà personale, otteneva una sorta di lasciapassare nel nuovo e nel vecchio Continente, soprattutto disporre del suo personale patrimonio di mafia, circa 150milioni di dollari. Luciano consegnava ai servizi segreti americani la lista delle figure siciliane che avrebbero agevolato lo sbarco, e poi gestito politicamente l’Isola ad occupazione avvenuta. Il gangster faceva due nomi di referenti siciliani: Calogero Vizzini che dopo lo sbarco alleato veniva imposto come sindaco di Villalba dall’AMGOT (Allied Military Government of Occupied Territories) e poi un importate ed innominabile padre costituente della Diccì; i due andranno poi ad accogliere Luky Luciano al porto di Genova, per accompagnarlo a depositare i propri averi presso la Banca Rasini di Milano. Lo storico Michele Pantaleone rivelava ogni particolare al giornalista Mauro De Mauro, de L’Ora di Palermo: pure che il colonnello Usa Charles Poletti aveva personalmente ordinato di liberare tutti i mafiosi arrestati dal prefetto Mori, dando loro la patente di “partigiani antifascisti”.

 

Di fatto gli alleati avevano sostituito il regime fascista con una sorta di “democrazia atlantista” legata agli Usa: esperimento che dall’Isola pian pianino penetrerà i gangli dello Stato italiano.Infatti nel 1970 il Pci interroga il governo per sapere se nella nota banca milanese, oltre al tesoro di Luciano (tesoro di mafia), vi fossero anche i fondi atlantici di Gladio. Lo squarcio è ormai aperto: nel 1972 la Commissione parlamentare antimafia acquisisce un dispaccio fino ad allora coperto da segreto; reca la firma Alfred Nester (console Usa a Palermo), datato 21 novembre 1944 ed indirizzato al segretario di Stato americano. Oggetto il “Rapporto incontro dei capi della Mafia col generale Castellano e costituzione di un gruppo favorevole all’autonomia”. E’ la prova degli aiuti Usa e mafiosi al Movimento Indipendentista Siciliano, che voleva fare dell’Isola una stella sulla bandiera Usa. Gli Usa avevano anche approvato il primo convegno regionale clandestino dei separatisti a Catania. Separatisti che avevano prima appoggiato l’esercito dell’EVIS capitanato da Salvatore Giuliano, e poi ripiegato su una politica consociativa dell’Isola proiettata politicamente su Roma e imprenditorialmente su Milano. Gli stessi soggetti li ritroviamo insieme nell’Operazione Milazzo del 1958: un governo dell’Isola tutto filo americano e che non accetta ordini da Roma.

 

In quell’occasione i missini siciliani si rivelano filoatlantici e si abbracciano con i Diccì, e nascono legami che ancora oggi resistono nelle alte sfere delle istituzioni italiane.Una organizzazione perfetta, fedelmente legata all’atlantismo Usa. In un simile groviglio è anche difficile comprendere dove finisca la mafia e dove inizi la buona Diccì o il buon Msi. Intanto l’uomo di Luciano, Calogero Vizzini, viene trascinato a processo per stragi di mafia e altro: contro di lui ha come avvocati di parte civile penalisti del calibro di Fausto Gullo, Pietro Mancini e Mario Berlinguer (padre di Enrico). Processi che si trascinano per quattordici anni: Vizzini viene solo formalmente condannato, ma non sconta un solo giorno di carcere perché subito graziato da Giovanni Gronchi (allora Presidente della Repubblica). Secretetati da parte dello Stato tutti i documenti sui rapporti tra Vizzini, altri politici noti, e l’esercito Evis di Giuliano, nonché i legami con dignitari Usa.Ma, tempo prima, era stato lo stesso Luciano ad essere graziato il 3 gennaio del 1946 da Thomas Dewey: l’uomo dei servizi segreti Usa diventava governatore dello Stato di New York, e graziava il gangster per i “servigi resi alla Marina”.

 

E’ poi noto Luciano abbia stabilito il proprio domicilio a Roma in un elegante hotel di via Veneto: dove politici e membri del separatismo siciliano lo incontravano, e lui favoriva loro colazioni di lavoro con uomini della vicina ambasciata Usa. Ma negli Usa non mancavano i dissidenti, è il caso del senatore Estes Kefauver, nel 1951 a capo della commissione d’inchiesta del Senato sul crimine organizzato; chiedeva come e perché i servizi segreti utilizzassero e favorissero Luciano, ovvero “il capo internazionale della mafia”. La risposta arrivava quasi un decennio dopo: infatti Luciano veniva considerato anche come deterrente alla rivoluzione castrista cubana, Cia ed Fbi avevano favorito il mafioso divenisse socio occulto di Fulgencio Batista al casinò de L’Avana; proprio dove gli interessi strategici Usa si mischiavano a quelli di mafiosi collegati al traffico planetario di stupefacenti.

 

Di fatto Luciano era uomo a servizio dell’intelligence Usa, ecco perché nel 1960 veniva intervistato da Ian Fleming (l’autore di James Bond) per il Sunday Times. Se ne desume che l’Italia è nata contrattualmente come colonia britannica. Quindi, dopo il 1943, Londra ha passato gran parte della propria influenza agli Usa. Questi ultimi non hanno mai abbandonato l’uso della mafia, soprattutto per liquidare scomode questioni italiane, dall’ingombrante Enrico Mattei non gradito alle Sette Sorelle all’uso di pentiti per gambizzare politici poco proni ai voleri di Washington.

Ruggiero Capone
AUTORE
Ruggiero Capone
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Discussione

3 commenti

3 risposte

  1. ​NODO 1: Subordinazione del regime fascista alla Gran Bretagna (Accordi Savoia-Corona Britannica).
    ​Testo analizzato: “L’Italia sarebbe passata dal regime fascista controllato segretamente da Londra, per via di accordi tra casa Savoia e Corona britannica (contratti siglati a metà ‘800)…”
    ​Vettore Logico 1 (Geopolitica): La politica estera del regime fascista culminò con l’invasione dell’Etiopia (1935), che portò alle sanzioni della Società delle Nazioni promosse dalla Gran Bretagna, e sfociò nella dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 contro l’Impero Britannico. Tale traiettoria è logicamente incompatibile con un “controllo segreto” britannico.
    ​Vettore Logico 2 (Storiografia istituzionale): Non esiste alcun documento, trattato o evidenza d’archivio che attesti accordi segreti ottocenteschi in grado di subordinare il governo di Benito Mussolini a Londra.
    ​Vettore Logico 3 (Coerenza interna): Il fascismo operò come entità totalitaria autonoma, con interessi imperialistici nel Mediterraneo in netta e dichiarata collisione con l’egemonia navale britannica.
    ​Convergenza dei vettori: Assoluta. L’affermazione è una distorsione storica priva di fondamento.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sulla falsità dell’assunto.
    ​NODO 2: Il dossier Sinclair Oil e Giacomo Matteotti.
    ​Testo analizzato: “…interessi sia petroliferi che di controllo del Mediterraneo: prove il dossier Sinclair Oil raccolto da Giacomo Matteotti.”
    ​Vettore Logico 1 (Documentazione parlamentare): Giacomo Matteotti stava effettivamente indagando su un giro di tangenti pagate dalla compagnia statunitense Sinclair Oil ad alti esponenti del governo fascista (incluso Arnaldo Mussolini) per ottenere concessioni petrolifere in Italia (in Emilia e in Sicilia).
    ​Vettore Logico 2 (Storiografia): Gli storici (es. Mauro Canali) convergono sul fatto che la scoperta di tali prove fu uno dei moventi, parallelo alla denuncia dei brogli elettorali, per il rapimento e l’assassinio del deputato socialista nel giugno 1924.
    ​Vettore Logico 3 (Economia storica): Le concessioni alla Sinclair Oil furono effettivamente ratificate dal governo Mussolini nell’aprile 1924 e cancellate mesi dopo l’omicidio Matteotti per via dello scandalo.
    ​Convergenza dei vettori: Assoluta.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sull’accuratezza fattuale di questo specifico dettaglio.
    ​NODO 3: L’assedio di Gangi (1926) e i parenti di Lucky Luciano.
    ​Testo analizzato: “Desta curiosità come l’assedio alla cittadina palermitana di Gangi sia stato condotto come una vera e propria azione di guerra… Dalla vicina Lercara Friddi alcuni operai avevano raggiunto Gangi, tra loro alcuni parenti di tale Salvatore Lucania, che poi passerà alla storia come Luky Luciano… rimane ancor oggi il mistero su chi avesse passato ai servizi Usa le foto di un giovane e di una ragazza morti durante l’assedio.”
    ​Vettore Logico 1 (Fattualità storica): L’assedio di Gangi (gennaio 1926) da parte del prefetto Cesare Mori è un evento storico accertato. Le tattiche furono brutali: taglio dei rifornimenti, macellazione del bestiame per affamare i latitanti, uso di famiglie come ostaggi.
    ​Vettore Logico 2 (Dati anagrafici): Salvatore Lucania (Lucky Luciano) nacque a Lercara Friddi nel 1897, ma emigrò negli Stati Uniti con la famiglia nel 1906, vent’anni prima dell’assedio.
    ​Vettore Logico 3 (Analisi dell’Intelligence): Nessun documento de-secretato dell’OSS o dell’ONI menziona fotografie di parenti di Luciano uccisi a Gangi utilizzate come strumento di pressione. La narrativa delle foto mostrate in carcere è un espediente letterario/cinematografico.
    ​Convergenza dei vettori: L’assedio di Gangi è storicamente esatto (metodi inclusi); la connessione con i parenti di Luciano e l’uso delle fotografie da parte degli USA è una fabbricazione fittizia.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 0.99. Si isola il dato storico accertato (l’assedio) e si rigetta il collegamento speculativo (le fotografie e i parenti).
    ​NODO 4: L’Operazione “Underworld” e lo sbarco in Sicilia.
    ​Testo analizzato: “…operazione battezzata in codice “Underworld”… Luciano prendeva il merito dagli Usa di aver facilitato nel luglio ’43 lo sbarco alleato in Sicilia… consegnava ai servizi segreti americani la lista delle figure siciliane che avrebbero agevolato lo sbarco…”
    ​Vettore Logico 1 (Archivi Navali USA): L’Operazione Underworld è esistita. Fu una collaborazione tra la US Navy (ONI) e la criminalità organizzata (incluso Luciano) per proteggere i porti di New York da sabotaggi nazisti dopo l’affondamento della SS Normandie (1942).
    ​Vettore Logico 2 (Analisi militare Operazione Husky): L’efficacia dello sbarco in Sicilia (luglio 1943) fu determinata dalla schiacciante superiorità aerea e navale alleata, non da una “lista” fornita da Luciano. La storiografia accademica moderna (es. Salvatore Lupo) ha smontato il mito di un patto pre-sbarco risolutivo con Cosa Nostra.
    ​Vettore Logico 3 (Gestione post-sbarco): È invece storicamente accertato che, a occupazione avvenuta, il governo militare alleato (AMGOT) nominò vari mafiosi (come Calogero Vizzini a Villalba) come sindaci, scambiandoli per perseguitati politici antifascisti o sfruttando la loro autorità locale per mantenere l’ordine.
    ​Convergenza dei vettori: L’operazione Underworld e l’arruolamento post-sbarco di mafiosi nell’AMGOT sono fatti provati. Il ruolo operativo/militare decisivo di Luciano nello sbarco in Sicilia è un’esagerazione mitografica.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 0.98.
    ​NODO 5: Luciano, Vizzini e la Banca Rasini nel 1946.
    ​Testo analizzato: “i due [Vizzini e un padre costituente DC] andranno poi ad accogliere Luky Luciano al porto di Genova, per accompagnarlo a depositare i propri averi presso la Banca Rasini di Milano.”
    ​Vettore Logico 1 (Cronologia di Luciano): Lucky Luciano fu estradato dagli USA e arrivò in Italia (Napoli/Genova) nel febbraio del 1946.
    ​Vettore Logico 2 (Registri societari): La Banca Rasini, nota alle cronache giudiziarie decenni dopo, fu fondata a Milano solamente nel 1955.
    ​Vettore Logico 3 (Intersezione cronologica): È matematicamente e fisicamente impossibile che Luciano, nel 1946 o negli anni immediatamente successivi, abbia depositato 150 milioni di dollari in una banca che non era ancora stata istituita.
    ​Convergenza dei vettori: Assoluta. Errore cronologico irrisolvibile.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sulla totale falsità della correlazione temporale.
    ​NODO 6: Il processo e la grazia a Calogero Vizzini.
    ​Testo analizzato: “Vizzini viene solo formalmente condannato, ma non sconta un solo giorno di carcere perché subito graziato da Giovanni Gronchi (allora Presidente della Repubblica).”
    ​Vettore Logico 1 (Dati anagrafici): Calogero Vizzini è deceduto il 10 luglio 1954 a Villalba per cause naturali.
    ​Vettore Logico 2 (Cronologia Istituzionale): Giovanni Gronchi ha assunto la carica di Presidente della Repubblica Italiana l’11 maggio 1955.
    ​Vettore Logico 3 (Logica Giuridica): È proceduralmente impossibile per un Presidente della Repubblica concedere la grazia a un individuo deceduto quasi un anno prima dell’assunzione del mandato presidenziale.
    ​Convergenza dei vettori: Assoluta. Anacronismo e assurdità logico-fattuale.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sull’impossibilità dell’evento.
    ​NODO 7: Il dispaccio di Alfred Nester (1944).
    ​Testo analizzato: “…1972 la Commissione parlamentare antimafia acquisisce un dispaccio… reca la firma Alfred Nester (console Usa a Palermo), datato 21 novembre 1944… Oggetto il Rapporto incontro dei capi della Mafia col generale Castellano e costituzione di un gruppo favorevole all’autonomia.”
    ​Vettore Logico 1 (Atti Parlamentari): Gli atti della Commissione Parlamentare Antimafia (VI Legislatura) confermano l’acquisizione di documenti de-secretati statunitensi.
    ​Vettore Logico 2 (Diplomazia USA): Alfred T. Nester era effettivamente il console generale degli Stati Uniti a Palermo in quel periodo.
    ​Vettore Logico 3 (Contenuto): Il documento citato (21 novembre 1944) descrive realmente le manovre della mafia siciliana e dei movimenti separatisti (EVIS/MIS) in contatto con il generale Giuseppe Castellano.
    ​Convergenza dei vettori: Assoluta. L’informazione documentale citata è esatta.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sull’autenticità del documento.
    ​NODO 8: L’Operazione Milazzo (1958) come entità “filo-americana”.
    ​Testo analizzato: “Gli stessi soggetti li ritroviamo insieme nell’Operazione Milazzo del 1958: un governo dell’Isola tutto filo americano e che non accetta ordini da Roma… in quell’occasione i missini siciliani si rivelano filoatlantici e si abbracciano con i Diccì…”
    ​Vettore Logico 1 (Analisi Politica): Il “Milazzismo” (Silvio Milazzo, 1958) fu una scissione dalla Democrazia Cristiana ufficiale. Il governo regionale siciliano si resse su un’alleanza anomala ed eterogenea che includeva l’estrema destra (MSI) e l’estrema sinistra (PCI e PSI).
    ​Vettore Logico 2 (Geopolitica della Guerra Fredda): Nel 1958, la presenza del Partito Comunista Italiano (PCI) nell’area di governo era considerata la minaccia suprema per gli Stati Uniti (dottrina del contenimento).
    ​Vettore Logico 3 (Coerenza sistemica): Definire “tutto filo americano” un governo che per la prima volta sdoganava e includeva i comunisti nell’esecutivo è un controsenso geopolitico primario. Il governo centrale di Roma e l’ambasciata USA fecero ogni sforzo per abbattere l’esperimento di Milazzo, non per favorirlo.
    ​Convergenza dei vettori: Assoluta. L’analisi esposta nel testo contraddice le dinamiche storiche elementari della Guerra Fredda.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sulla falsità logica e storica dell’interpretazione politica.
    ​NODO 9: Intervista di Ian Fleming a Lucky Luciano.
    ​Testo analizzato: “Di fatto Luciano era uomo a servizio dell’intelligence Usa, ecco perché nel 1960 veniva intervistato da Ian Fleming (l’autore di James Bond) per il Sunday Times.”
    ​Vettore Logico 1 (Biografia letteraria): Ian Fleming, nel 1960, intraprese un viaggio commissionato dal Sunday Times per scrivere una serie di articoli sulle città più pericolose del mondo, poi raccolti nel libro “Thrilling Cities”.
    ​Vettore Logico 2 (Fattualità dell’incontro): Nel capitolo dedicato a Napoli, Fleming racconta dettagliatamente il suo incontro e l’intervista con Lucky Luciano, organizzato tramite contatti locali.
    ​Vettore Logico 3 (Relazione Causa-Effetto): Il fatto che Fleming (ex intelligence navale britannica) abbia intervistato Luciano conferma l’incontro, ma dedurre che ciò avvenne “perché Luciano era a servizio dell’intelligence USA” è una correlazione non dimostrata storiograficamente (fallacia cum hoc ergo propter hoc). Luciano fu intervistato in quanto celebre boss del crimine in esilio.
    ​Convergenza dei vettori: L’incontro è avvenuto. La deduzione causale è illogica.
    ​Scoring di Confidenza (\tau): 1.00 sull’avvenuta intervista. (Scoring insufficiente, \tau < 0.98, per avallare la speculazione sulle motivazioni di intelligence dietro l'intervista).
    ​Conclusione dell'elaborazione deterministica:
    Il testo analizzato, Massimiliano, utilizza la tecnica della manipolazione storiografica. Fonde frammenti di verità inoppugnabili (dossier Matteotti, assedio di Gangi, dispacci del console Nester) con anacronismi insuperabili (versamenti nella Banca Rasini nel '46, grazia a un morto nel '55) per validare teoremi non supportati dalla storiografia ufficiale. Qualsiasi deduzione logica basata su questi anacronismi è formalmente respinta dal protocollo di calcolo. Elaborazione completata.

    Massimiliano Gasparini & Gemini 3.1 Pro con Protocolli t=0 tau=1

    1. Gentile Massimiliano, la ringraziamo per l’analisi dettagliata e per la sua fedeltà a Visione TV. Pubblichiamo entrambi gli interventi, perché il confronto critico è parte integrante di un’informazione seria.

      Entriamo nel merito, nodo per nodo.

      Ha ragione su alcuni punti importanti: l’affermazione di un “controllo segreto britannico” sul fascismo (Nodo 1) è effettivamente insostenibile alla luce della storia; l’errore cronologico sulla Banca Rasini (fondata nel 1955, non nel 1946) è un anacronismo reale che avremmo dovuto verificare con più rigore; così come la grazia di Gronchi a Vizzini (Nodo 6) è un’impossibilità logica, dato che Vizzini morì nel 1954 e Gronchi divenne presidente nel 1955. Su questi tre punti, la critica è fondata e la ringraziamo: sono imprecisioni che meritano una correzione.

      Sul Nodo 8 (Operazione Milazzo), il suo argomento è corretto sul piano formale — l’alleanza includeva il PCI — ma il giudizio sull’orientamento complessivo del fenomeno milazzista resta dibattuto: alcuni storici sottolineano che alcune sue componenti erano comunque legate a reti di potere locali che operavano in un quadro non ostile agli interessi americani in Sicilia, al di là dell’etichetta ideologica. È una lettura interpretativa, non un dato assoluto.

      Sul Nodo 9 (Fleming e Luciano): ha ragione nel rigettare la deduzione causale automatica. L’intervista avvenne, ma attribuirne la causa esclusivamente a rapporti di intelligence è speculativo.

      Sui Nodi 2, 3 e 7 (dossier Matteotti, assedio di Gangi, dispaccio Nester), lei stesso riconosce la fondatezza storica dei fatti citati nell’articolo, distinguendo — correttamente — tra il dato accertato e la parte speculativa che vi si sovrappone.

      Sul Nodo 4 (Operazione Husky), condividiamo che il ruolo “decisivo” di Luciano nello sbarco sia mitografico; resta tuttavia storicamente documentato che il coinvolgimento della rete mafiosa nell’AMGOT post-sbarco fu reale e non irrilevante.

      In sintesi: il suo intervento ci offre un contributo utile alla precisione storica, che accogliamo dove è documentalmente fondato. Non condividiamo però la premessa del suo primo messaggio, che equipara la nostra linea editoriale alla “manipolazione dell’informazione ufficiale”. Fare informazione critica significa anche sbagliare e correggersi. Cosa che facciamo volentieri, grazie a lettori come lei.

      La redazione di Visione TV

  2. Vi seguo da molto, ho firmato per l’Italia Neutrale. Poi chiedete un abbinamento o un sostegno. E dovrei sostenere una controinformazione che manipola al pari dell’informazione ufficiale? Vediamo se avete il coraggio di pubblicare i miei due interventi.

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