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Notizie10 Dicembre 2021

Vaccinati e in intensiva: escono 35 cartelle cliniche di ricoverati lombardi

Di ·642 contenuti pubblicati
L'AADI analizza le cartelle cliniche di 35 ricoverati gravi per Covid in Lombardia, evidenziando che la maggior parte era vaccinata. Si discute anche della narrazione dominante riguardo ai no vax e dell'efficacia del vaccino.
Punti chiave
  • 35 cartelle cliniche di ricoverati gravi per Covid pubblicate dall'AADI.
  • Solo un caso di paziente non vaccinato tra i ricoverati.
  • Tutti i pazienti vaccinati hanno ricevuto trattamenti intensivi.
  • La maggior parte dei ricoverati era vaccinata da meno di tre mesi.
  • L'AADI ha inviato il materiale alla Procura della Repubblica.
L'articolo

Com’è la narrazione dominante? Che le terapie intensive sono piene di no vax? C’è una voce molto, molto interessante che canta fuori dal coro. Una manina ha infilato in una busta le cartelle cliniche di 35 ricoverati gravi per Covid di un ospedale lombardo e l’ha spedita all’AADI, Associazione Avvocatura degli Infermieri. l’AADI, a sua volta, ha pubblicato il succo, sostituendo nomi e cognomi dei pazienti con le iniziali.

Il succo del succo è il titolo scelto dall’AADI: “Il vaccino non funziona”. L’associazione ha inviato tutto il materiale alla Procura della Repubblica. Non risultano smentite dall’ospedale, che però ha incaricato il suo ufficio legale di valutare la situazione.

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Fra i 35 casi del dossier ce n’è uno – uno solo – di una persona non vaccinata: una giovane donna di 28 anni. Gli altri avevano ricevuto doppia dose di vaccino: l’AADI riporta la data della seconda. Fa eccezione una signora di 75 anni, per lei monodose Johnson.

Le 35 cartelle recano la firma di 20 diversi medici. Per usare le parole dell’AADI, tutti questi pazienti Covid hanno ricevuto “fleboterapia con massiccia somministrazione antibiotica e corticosteroidea oltre che antitrombotici e antinfiammatori”. In alcuni casi hanno ricevuto anche l’ossigeno e sono stati addirittura messi nella famosa posizione prona.

I dati pubblicati da AADI non esplicitano quanti altri pazienti Covid gravi, vaccinati o no,  erano ricoverati contemporaneamente a questi 35 all’ospedale. Però fra i dati che l’AADI ha reso pubblici ci sono alcuni particolari veramente curiosi.

Per 30 dei 34 vaccinati viene precisata la data approssimativa del ricovero: fra luglio e settembre. Cioè in un momento in cui l’epidemia non “mordeva”. Inoltre più o meno la metà di essi aveva ricevuto la seconda dose (o l’unica dose, nel caso della signora trattata con Johnson) da non più di due, massimo tre mesi. Com’è la narrazione dominante? Che la protezione dalla malattia grave resta significativa per sei mesi?

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