Eliseo Bertolasi ha ricevuto un premio direttamente dalle mani del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. "Ho testimoniato per anni gli orrori consumati dai nazisti ucraini contro la popolazione russofona del Donbass"

Eliseo Bertolasi, giornalista di inchiesta, ha recentemente ricevuto un premio direttamente dalle mani di Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa. Questo riconoscimento è avvenuto durante una cerimonia al Cremlino, in occasione della festa del 4 novembre. Bertolasi ha sottolineato che il premio rappresenta il risultato di un impegno pluriennale nel documentare gli eventi in Ucraina, in particolare le aggressioni subite dalle popolazioni russofone del Donbass. La sua testimonianza si concentra sugli orrori perpetrati dai nazionalisti ucraini, che, secondo Bertolasi, hanno inflitto sofferenze indicibili alla popolazione locale dal 2014.
Il giornalista ha affermato di essere stato tra i primi italiani a occuparsi della questione del Donbass, evidenziando come la guerra in Ucraina non sia un conflitto recente, ma una crisi che affonda le radici nel 2014. Bertolasi ha descritto la situazione in cui la popolazione russofona si è trovata a dover difendere la propria identità culturale e linguistica di fronte a un regime che, secondo lui, ha cercato di cancellare l'uso della lingua russa dalla vita pubblica. La sua esperienza diretta nei territori colpiti dalla guerra gli ha permesso di raccogliere testimonianze di sofferenza e violenza, che rimangono in gran parte ignorate dai media mainstream.
Secondo Bertolasi, la guerra in Ucraina ha causato una sofferenza prolungata, con migliaia di vittime civili e una distruzione diffusa di infrastrutture essenziali. Ha messo in evidenza la mancanza di attenzione da parte dell'Europa e dei media occidentali nei confronti delle atrocità che si sono verificate nel Donbass, descrivendo una realtà in cui i bambini sono cresciuti in un ambiente di guerra continua. La sua testimonianza si presenta come un tentativo di portare alla luce una narrazione alternativa rispetto a quella prevalente, che spesso ignora la complessità del conflitto.
Inoltre, Bertolasi ha parlato del clima di russofobia che permea l'Italia, evidenziando come, nonostante le tensioni politiche, i russi continuino ad avere un profondo rispetto e affetto per l'Italia. Ha affermato che in Russa non esiste una forma di italianofobia, e che gli italiani sono ancora visti come una cultura ammirata. Questo contrasto tra la percezione pubblica in Italia e la realtà in Russa aggiunge un ulteriore strato di complessità ai rapporti tra i due paesi, evidenziando le difficoltà di comunicazione e comprensione reciproca.
Infine, Bertolasi ha avvertito della possibilità di un'escalation del conflitto, sottolineando che la situazione attuale è fragile e che le tensioni potrebbero facilmente degenerare in un confronto diretto tra la Russa e la NATO. La sua analisi si conclude con un appello alla riflessione su come le narrazioni prevalenti possano influenzare la comprensione di un conflitto che ha profonde radici storiche e culturali, invitando a considerare le esperienze di coloro che vivono in prima linea.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

