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Notizie30 Novembre 2021

Pinocchio Speranza: per i giudici non ha detto la verità

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza la situazione del ministro della Salute Roberto Speranza, evidenziando le accuse di non verità in merito alla gestione della pandemia. Si discute anche delle responsabilità legate al piano pandemico e delle critiche emerse da esperti e familiari delle vittime.
Punti chiave
  • Roberto Speranza è accusato di non aver detto la verità sulla pandemia.
  • L'inchiesta riguarda la gestione della prima ondata di Covid-19 a Bergamo.
  • Il piano pandemico del 2006 era applicabile anche al Covid-19.
  • Le chat di Whatsapp dimostrano le lamentele di Speranza verso l'OMS.
  • Critiche sulla gestione dell'emergenza da parte di esperti e virologi.
L'articolo

Bomba sul ministro della Salute Roberto Speranza. Il nostro Robertino è finito nell’occhio del ciclone per quanto riguarda l’inchiesta sulla gestione della prima ondata della pandemia da Covid 19. Secondo il procuratore capo di Bergamo Antonio Chiappani Speranza “non avrebbe detto cose veritiere”.

La fase istruttoria sulla strage di Bergamo coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota è agli sgoccioli. La denuncia dei parenti delle vittime in Val Seriana riguarda in particolar modo il mancato aggiornamento del piano pandemico, ma il guaio è che secondo la magistratura le misure previste dal vecchio piano pandemico del 2006 erano applicabili a qualsiasi malattia respiratoria di natura contagiosa, quindi anche al Covid. Speranza negò di essersi lamentato con il direttore europeo Oms, Hans Kluge, per il contenuto del report del ricercatore Oms, Francesco Zambon, sulla gestione “caotica, improvvisata e creativa”, ma le chat di Whatsapp con Brusaferro dimostrano il contrario.

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Comincia a emergere l’incapacità (per non dire di peggio) di un ministro della Salute messo lì probabilmente per la sua ipocondria e che dovrà rispondere prima o poi anche del demenziale ordine di tachipirina e vigile attesa. D’altronde sulla gestione della prima ondata, in particolare a Bergamo, aveva già parlato un virologo di alto livello, Aleksandr Semënov, virologo militare e docente a San Pietroburgo capo della task force inviata da Putin in Italia che ha commentato: a Bergamo ho capito come non si gestisce un’emergenza.

E forse a Bergamo ci sarà ancora da scavare sino in fondo nella tana del bianconiglio, tra autopsie negate e cremazioni fatte in fretta e furia, svegliandosi dall’ipnosi collettiva generata dalla macabra parata militare organizzata da Figliuolo. Resta la domanda: quello era il governo Conte, oramai degradato a governo dei peggiori. Perché allora Sua Santità Mario Draghi, il migliore dei migliori, il messia che salverà l’Italia, continua a fidarsi di questo incapace? Misteri della Fede.

ANDREA SARTORI

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