Trump e Putin si vedranno da soli senza il povero Zelensky lasciato fuori dalla porta. Piangono i giornali corrotti del mainstream che ancora difendono il Presidente ucraino. Per il Corriere Zelensky chiede aiuto a Von der Leyen (ciao core!) mentre Repubblica schiuma di rabbia denunciando il "bluff dello zar". La Verità scrive stupidaggini sulla politica internazionale ma ricorda meritoriamente le follie di Speranza e Conte al tempo della psicopandemia

Il 8 agosto 2025 si è rivelato un giorno significativo per la geopolitica internazionale, con l'annuncio di un possibile incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin. Questa notizia ha suscitato reazioni contrastanti nei media italiani, in particolare per quanto riguarda il ruolo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sembra essere escluso da un dialogo che potrebbe avere profonde implicazioni per il futuro dell'Ucraina e della sua guerra contro la Russia.
Il Corriere della Sera ha riportato la richiesta di Zelensky di un coinvolgimento diretto nell'incontro, evidenziando come la sua figura sia diventata sempre più marginale nel contesto delle trattative. Nonostante il tentativo di mantenere una posizione di rilievo, il presidente ucraino appare sempre più come un "pupazzetto" in mano alle oligarchie eurooccidentali, come descritto da alcuni analisti. La questione centrale è che se Trump e Putin raggiungono un accordo, l'Ucraina potrebbe trovarsi a dover accettare condizioni già stabilite, senza avere voce in capitolo.
La reazione dei media mainstream italiani è stata di forte critica nei confronti di questa dinamica. Repubblica ha denunciato il "bluff dello zar", mentre La Verità ha messo in evidenza le contraddizioni della politica internazionale, rimarcando come la figura di Zelensky sia stata messa da parte. Questo scenario ha portato a una riflessione più ampia sulla reale capacità di influenza dell'Europa nei negoziati, evidenziando una crisi di leadership e una mancanza di unità di fronte a una situazione complessa.
Inoltre, l'idea di un incontro bilaterale tra Trump e Putin, senza la presenza di Zelensky, suggerisce una nuova fase nei rapporti internazionali, in cui le decisioni cruciali vengono prese senza considerare gli attori locali. Questo potrebbe avere conseguenze devastanti per l'Ucraina, che già si trova in una posizione di debolezza. Gli esperti avvertono che un accordo tra le due potenze potrebbe significare una pace imposta, piuttosto che una risoluzione equa e condivisa, lasciando l'Ucraina in una situazione di vulnerabilità.
In questo contesto, la figura di Zelensky rischia di diventare sempre più isolata, mentre il suo governo affronta anche crescenti critiche interne per la gestione della guerra e per le promesse non mantenute. La fiducia della popolazione nei suoi confronti è in calo, e le manifestazioni di dissenso potrebbero complicare ulteriormente la sua posizione. La situazione attuale solleva interrogativi su come l'Ucraina potrà navigare in un panorama geopolitico che sembra sempre più dominato dagli interessi di altre nazioni, e su quale sarà il futuro del paese se non riuscirà a trovare una voce autonoma nelle trattative che lo riguardano.
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