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Notizie9 Novembre 2021

L’OMS, Wuhan e Report. Cosa è accaduto davvero in Cina?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
L'articolo analizza il ruolo dell'OMS durante l'epidemia di Covid, evidenziando la sua volontà di mantenere buoni rapporti con i governi italiano e cinese. Si discute anche delle conseguenze di queste scelte sulla gestione della pandemia, in particolare riguardo al caso di Li Wenliang e alla trasmissibilità del virus.
Punti chiave
  • L'OMS ha epurato dettagli sul Covid per mantenere buoni rapporti con la Cina.
  • Il dossier Zambon denunciava un piano pandemico italiano obsoleto.
  • Li Wenliang avvertì dei rischi del virus ma fu ammonito dalle autorità cinesi.
  • L'OMS ha sostenuto la verità governativa nonostante le evidenze contrarie.
  • Il mantenimento dell'armonia con i governi ha compromesso la salute pubblica.
L'articolo

Come sarebbe ora il mondo se l’epidemia di Covid fosse stata circoscritta all’inizio? Se fosse stata, per così dire, soffocata nella culla non appena si è manifestata in Cina?

La puntata di Report andata in onda ieri, lunedì 8 ottobre, e dedicata appunto all’epidemia Covid e agli aggiornamenti del caso Zambon sollevato in primavera, ha mostrato come l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) volesse rimanere in buoni rapporti sia con il governo italiano sia con quello cinese. Infatti il silenziato dossier Zambon, che denunciava l’esistenza in Italia di un piano pandemico molto vecchio e non aggiornato, conteneva anche qualche dettaglio sulla Cina, prontamente epurato dopo che i funzionari dell’OMS a Pechino erano saltati sulla sedia. Nulla di tremendamente importante per i destini del genere umano, se non altro perché l’epurazione dei dettagli cinesi è avvenuta nel maggio 2020, quando l’incendio Covid ormai divampava nel mondo intero e non poteva più essere circoscritto.

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Però questo particolare induce a guardare con occhi nuovi ciò che è avvenuto con il primo focolaio noto dell’infezione, nel dicembre 2019-gennaio 2020 a Wuhan. In quel periodo l’epidemia di Covid forse poteva ancora essere soffocata nella culla e in quel periodo – come dice la ricostruzione pubblicata dalla blasonata rivista statunitense The Atlantic – le posizioni dell’OMS echeggiavano sostanzialmente quelle del Governo cinese, che tardò a riconoscere la trasmissibilità del virus da uomo a uomo.

Bisogna riavvolgere il nastro all’indietro di molti, molti mesi e partire da Li Wenliang, il medico che le autorità cinesi hanno definito eroe solo a titolo postumo. Secondo la ricostruzione effettuata dalla BBC, Li Wenliang già alla fine del dicembre 2019 aveva avvertito i colleghi degli ospedali di Wuhan che il nuovo virus si trasmetteva da uomo a uomo. All’inizio del gennaio 2020 – prima di ammalarsi a sua volta e di morire – Li Wenliang fu convocato ed ammonito dalle autorità cinesi, secondo le quali stava spargendo in giro voci infondate e allarmistiche.

La cronologia messa a punto da un’altra testata statunitense, Quartz, mostra che già l’11 gennaio gli esami clinici avevano rivelato come il povero Li Wenliang si fosse a sua volta infettato, mentre invece le autorità ufficialmente negavano l’esistenza di casi di malattia fra il personale medico.

E l’OMS? L’OMS seguiva le autorità. Ancora il 14 gennaio 2020 l’OMS ha diffuso un tweet rassicurante col quale sostanzialmente gettava tutto il suo peso a sostegno della “verità” governativa. Diceva l’OMS: le indagini preliminari effettuate dalle autorità cinesi non hanno trovato prove chiare della trasmissibilità del nuovo virus fra uomo e uomo.

Tuttavia secondo Quartz, le autorità cinesi quello stesso giorno hanno ammesso che il contagio fra uomo e uomo non poteva essere escluso. L’OMS ha taciuto il particolare.

Nessuno può dire che in quei giorni cruciali l’OMS abbia consapevolmente chiuso gli occhi di fronte alla verità per far piacere alla Cina. Si può affermare però – così ha detto in sostanza Report – che l’OMS almeno a proposito del caso Zambon ha agito in modo consono al mantenimento di buoni rapporti con i governi cinese ed italiano.

Però dall’OMS ci si attende che agisca per proteggere la salute: non per mantenere l’armonia con i governi. E questo non solo quando una nuova epidemia sta scoppiando ma anche quando ormai è divampata e l’occasione per soffocarla nella culla è per sempre perduta.

DON QUIJOTE

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