di Andrea Lucidi.
La scorsa settimana, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato le condizioni accettabili per la Russia per poter iniziare dei colloqui di pace con l’Ucraina. Queste condizioni, per l’ennesima volta, tengono conto della situazione reale sul campo di battaglia. La dichiarazione di Putin è arrivata un giorno prima dell’inizio della “conferenza di pace” occidentale in Svizzera, alla quale la Russia non era stata invitata a partecipare. Nella stessa dichiarazione, Vladimir Putin ha affermato che la Russia era pronta, al momento dei colloqui di pace in Turchia, a ritirarsi dalle sue posizioni a Kherson e Zaporozhye. Tuttavia, i negoziati fallirono e ora, dopo che le due regioni, insieme alle Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk, hanno scelto di unirsi alla Russia, una tale proposta non è più immaginabile.
Le condizioni proposte da Vladimir Putin sono le seguenti:
1) La rinuncia dell’Ucraina alle regioni rivendicate dalla Russia (LPR, DPR, Zaporozhye e Kherson);
2) Il ritiro immediato delle forze armate di Kiev al di fuori dei confini delle nuove regioni russe;
3) La rinuncia di Kiev ad aderire alla NATO.
Le richieste russe vanno in una direzione chiara: considerazione delle realtà sul campo, preoccupazione per la propria sicurezza nazionale e per eventuali operazioni che la NATO potrebbe dispiegare contro la Russia se l’Ucraina diventasse territorio della NATO. Ancora una volta, nulla è stato imposto riguardo alla possibile adesione all’Unione Europea.
Un certo numero di questioni dovrebbe anche essere considerato in relazione alle richieste russe:
1) La Russia rivendica come proprie 4 regioni più la Crimea, che è già russa da 10 anni. Controlla più del 60% di tutti questi territori (praticamente il 100% nel LPR).
2) La Russia non ha mai smesso di avanzare, anche nei periodi più difficili, piccole azioni offensive sono sempre state completate con successo.
Zelensky, tuttavia, ha rifiutato per l’ennesima volta qualsiasi ipotesi di negoziati volti a porre fine al conflitto in Ucraina. Continua a insistere sulla linea della “vittoria finale” incoraggiato dai suoi partner occidentali, che nel frattempo hanno convocato una “conferenza di pace” in Svizzera alla quale non è stato invitato uno dei principali attori del conflitto, la Russia. Di fronte a questa situazione ridicola, molti stati, compresa la Cina, hanno preferito non partecipare a questo incontro, e il Cremlino l’ha descritto come qualcosa di “inutile”. Inoltre, la conferenza è stata convocata per soli due giorni. Cosa si può formulare in soli due giorni? Quanto spazio può essere dato ai dibattiti, all’analisi e alla discussione sulle proposte presentate dai paesi? Piuttosto che una conferenza di pace, sembra invece una vetrina dove i paesi occidentali possono tornare a ripetere ciò che in realtà hanno già deciso sulla situazione in Ucraina.
Ma perché Zelensky continua a rifiutare i negoziati con la Russia e insiste persino nel mantenere una retorica di “vittoria finale” che include la riconquista della Crimea, che è già russa da 10 anni? Con l’esercito russo che continua ad avanzare, le richieste russe potrebbero accrescersi e la necessità di soldati al fronte per Kiev potrà solo aumentare. Zelensky avrebbe quindi potuto accettare mesi fa un tale accordo, risparmiando molte vite di uomini ucraini che invece sono stati costretti ad andare al fronte a morire. Il leader ucraino è consapevole, tuttavia, di essere “politicamente morto”. Non gode più di alcun sostegno popolare e accettare una pace in questo momento lo renderebbe ancora più sgradito agli ucraini, che per l’ennesima volta si renderebbero conto di essere stati usati da Zelensky come carne da cannone, inviati a morire per niente.
Zelensky è anche sotto continua pressione da parte dei paesi occidentali, che sostengono Kiev da più di due anni con armi, sovvenzioni, prestiti e persino uomini. In pratica, tutto l’Occidente sta lavorando per l’Ucraina. Perché tutto questo? Perché l’Ucraina dal 2014 è stata usata dall’Occidente come mezzo per fare guerra alla Russia. Dal 2022 in modo attivo. I paesi occidentali hanno investito pesantemente in questa operazione, da 10 anni. Non possono mai permettere che Zelensky accetti un negoziato che distruggerebbe i loro piani e vanificherebbe il loro pesante investimento.
La domanda che ora sorge è una: questo rifiuto può essere seguito da altre proposte di pace da parte russa? Già diversi analisti hanno ipotizzato che, di fronte ai continui rifiuti dell’Ucraina e alle continue politiche anti-russe dell’Occidente, l’Ucraina potrebbe presto rimanere con l’unica alternativa della resa incondizionata.
Fonte: https://www.ir-press.ru/2024/06/17/zelensky-rejects-putins-proposals-to-end-conflict-now-what/
Traduzione a cura di Pino Cabras.

















