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Mondo4 Maggio 2024

Reporter Senza Frontiere (e senza Assange): quanta aria fritta sulla libertà di stampa!

Pino CabrasDi Pino Cabras·617 contenuti pubblicati
Pino Cabras analizza la classifica di Reporters Sans Frontières sulla libertà di stampa, evidenziando la sua parzialità. Si discute anche del contesto ideologico che influenza i criteri di valutazione delle nazioni.
Punti chiave
  • La classifica di RSF colloca l'Italia lontano dai paesi virtuosi.
  • Giulietto Chiesa critica i criteri di RSF come ideologici e parziali.
  • L'Ucraina ha chiuso TV non controllate, contraddicendo la narrativa di RSF.
  • Il Regno Unito ignora la situazione di Julian Assange nella sua classifica.
  • RSF è accusata di rappresentare solo la prospettiva occidentale.
L'articolo

di Pino Cabras*.

Ah, l’immancabile classifica di Reporters Sans Frontières sulla libertà di stampa. Ogni anno c’è sempre qualche articolo che ne parla e racconta che la lista colloca l’Italia un po’ più su o un po’ più giù, ma in posizioni molto lontane dai paesi più “virtuosi”. Lo schema si ripete ogni anno uguale, da ultimo nella giornata mondiale della libertà di stampa celebrata il 3 maggio.

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Ne scrisse Giulietto Chiesa il 27 aprile 2017: «Il problema è che la disputa sul posto dell’Italia in quella classifica, è pura aria fritta. Basta guardare chi è che stila la classifica e individuare i criteri con cui la si compila. Mentana pare accetti come oro colato quello che dice RSF. Ma RSF è finanziata da note organizzazioni occidentali (americane in primo luogo). I criteri con cui compila le sue classifiche (amplificate dal mainstream occidentale), sono quelli dell’Occidente globalista e imperiale. In questo mare di ideologia occidentalizzante c’è anche qualche constatazione vera. Ma l’insieme è lampante: l’Occidente è ai primi posti, l’Oriente è agli ultimi. La Russia è al 148° posto, come sempre.» (Nel 2024 al 168° posto, ça va sans dire!).

E Giulietto aggiungeva: «In fondo la Cina, l’India, quasi tutto il Medio Oriente, l’Asia Centrale e l’America centrale, oltre i due terzi dell’Africa. La situazione è molto grave, sentenziano i RSF.» E anche nel 2024 il lamento è lo stesso.

Continuava, il pezzo del 2017, ma è validissimo tuttora: «E ai primi posti, per RSF, chi c’è? La Finlandia. Dove la popolazione è bombardata dalla russofobia ed è in maggioranza convinta, contro ogni evidenza, che Putin stia per invaderla. Chi è responsabile di questa infamia se non il mainstream informativo? E dove sta la Francia, che porta alla presidenza un signor Nessuno, creato dai media in tutta fretta? Ma, per RSF tutto questo non esiste.» Lo schema si ripropone a maggior ragione per l’Europa del 2024, investita da un’ondata russofoba orientata alla preparazione di enormi masse di cittadini alla guerra.

Può essere interessante allora prendere a campione due soli casi di questo 2024, Ucraina e Regno Unito.

Sull’Ucraina, RSF dice: «La guerra scatenata dalla Russia il 24 febbraio 2022 minaccia la sopravvivenza dei media ucraini. In questa “guerra dell’informazione”, l’Ucraina si trova in prima linea nella resistenza contro l’espansione del sistema di propaganda del Cremlino». È la stessa frase che avrebbe potuto usare qualsiasi governante occidentale. In realtà stiamo parlando di un paese che era in guerra ben prima del 2022 e che ha chiuso tutte le TV non controllate dal governo, nonché decine di partiti politici. Sulla situazione del 2024 in tempo reale, RSF registra zero abusi su giornalisti e operatori dei media.

Evidentemente Gonzalo Lira, il giornalista, blogger e documentarista cileno-statunitense arrestato arbitrariamente nel 2023 e morto quest’anno in carcere dopo mesi in cui vennero sistematicamente trascurate dai carcerieri le sue urgenti necessità di cure mediche, non può stare in questa classifica.

Andando nel Regno Unito, scopriamo che Julian Assange non esiste. Anche Londra, come Kiev, non deve risponde di abusi a carico dei giornalisti. Il supercarcere di Belmarsh non è mai esistito e chi si è battuto per la libertà di Assange ha evocato un fantasma.

La tassonomia e gli indici di RSF si conferma quel che già era: aria fritta.

__________________________

* [con la collaborazione di Lilli Goriup]

Pino Cabras
AUTORE
Pino Cabras
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