Il Congresso USA stanzia 95 miliardi così ripartiti: 61 miliardi per l’Ucraina, 26 miliardi per Israele e Gaza (9 miliardi) e 8 miliardi per la regione indo-pacifica (Taiwan in buona sostanza). Follow the money diceva Falcone, ed è appunto seguendo i soldi che si evidenziano le tre direttrici del conflitto mondiale a tappe che sta prendendo corpo nel post pandemia, secondo l'equazione Donbass : Russia = Gaza : Iran = Taiwan : Cina. L'avvicendamento Victoria Nuland/Kurt Campbell al Dipartimento di Stato USA segna uno spostamento dell'asse verso l'Indo-Pacifico, segno che il conflitto in Ucraina, passate le elezioni in Europa e negli USA, finirà nel dimenticatoio per lasciare spazio alla Cina e soprattutto all'Iran, che forse è un po' il ventre molle del blocco euro-asiatico.
Con Trump al potere la Cina sarà probabilmente messa sotto pressione utilizzando Taiwan come pretesto (lo scopo è quello di disaccoppiare la sua economia da quella dell'Occidente allargato come fatto con la Russia), mentre l'Iran rischia il conflitto diretto con Israele.
Giorgio Bianchi ne parlerà nel Talk di Visione TV con il saggista Giacomo Gabellini, con il giornalista Adalberto Gianuario e con la fotografa Simona Ghizzoni, due volte vincitrice del World Press Photo.
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