Macron modifica il famoso trinomio massonico che ha guidato la Rivoluzione, "libertè, egalitè, fraternitè", per rilanciare in Francia la famosa "fatwa" del mullah Mario Draghi "non ti vaccini, ti ammali, muori". Una recente legge voluta dal capo dell'Eliseo prevede perfino la prigione per i "perfidi no vax" che mettono in discussione la "scienzah". Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Guido Salerno Aletta, Enzo Pennetta e Marco Cosentino

Recentemente, il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto una modifica significativa al noto motto "liberté, égalité, fraternité", sostituendolo con "antivaccinè, tombermaladè, imprisonè". Questa proposta avviene in un contesto di crescente tensione attorno alla questione vaccinale e alla libertà di espressione in Francia. La nuova legge, che ha già ottenuto il consenso dell'Assemblea Nazionale in prima lettura, introduce il reato di istigazione all'abbandono delle cure, punendo severamente chi mette in discussione la scienza ufficiale. Le pene possono arrivare fino a un anno di reclusione e multe significative, creando un clima di paura e repressione nei confronti delle opinioni dissenzienti.
La legge sembra mirare a combattere le cosiddette "sette" antivacciniste, equiparando le loro pratiche a forme di manipolazione e circonvenzione. Tuttavia, molti critici avvertono che tale normativa potrebbe trasformarsi in uno strumento di censura, limitando gravemente la libertà di parola. La vaghezza del testo legislativo lascia aperte molte interpretazioni, il che potrebbe portare a conseguenze inaspettate, come l'arresto di chiunque tenti di discutere o proporre alternative terapeutiche. Il timore è che questa legge possa essere usata per silenziare chiunque critichi le politiche sanitarie o le pratiche mediche ufficiali.
In questo contesto, si evidenziano le contraddizioni insite nella tradizione francese di difesa della libertà di espressione. Storicamente, la Francia ha proclamato diritti fondamentali, ma spesso ha introdotto leggi che ne limitano l'applicazione in nome della sicurezza pubblica o della salute collettiva. Questa nuova legge si inserisce in un trend preoccupante di crescente autoritarismo, dove le libertà civili vengono sacrificate per il bene di un consenso scientifico che non ammette contestazioni. La situazione solleva interrogativi sulla vera natura della democrazia in Francia e sul futuro del dibattito pubblico.
Inoltre, la legge potrebbe avere ripercussioni a lungo termine sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella scienza. La necessità di un consenso scientifico non dovrebbe tradursi in una repressione del dissenso, ma piuttosto in un dialogo aperto e costruttivo. La storia ci insegna che le politiche sanitarie imposte con la forza possono generare una reazione avversa, portando a un aumento del sospetto e della sfiducia nei confronti delle autorità. La sfida per il governo francese sarà quella di trovare un equilibrio tra la protezione della salute pubblica e il rispetto delle libertà fondamentali, senza cadere nella trappola di un autoritarismo mascherato da necessità sanitaria.
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