Sessantesimo notiziario settimanale di lunedì 15 gennaio 2024 degli italiani di Russia. E così, la notte fra il 13 e il 14 gennaio è passato anche il cosiddetto Vecchio Anno Nuovo. Buon ascolto e buona visione.
La sera del 7 gennaio, in via Acca Larentia a Roma, dove in passato si trovava la sede del “Movimento Sociale Italiano” (MSI), partito neofascista che si autosciolse nel 1995, ha avuto luogo l’annuale manifestazione dei simpatizzanti di tale ideologia.
Il parlamento italiano ha discusso l’assistenza all’Ucraina. La discussione si è rivelata piuttosto formale, perché il governo aveva già approvato un decreto che estende i termini di fornitura del sostegno, compreso quello militare, fino alla fine del 2024.
Come si dice banalmente, se vuoi capire le ragioni di una guerra, cerca i soldi. La Repubblica popolare di Doneck intende condurre un’esplorazione geologica nella parte settentrionale del Mar d’Azov. Potrebbero esserci ricchi giacimenti di petrolio e gas. Il Donbass è un vero magazzino di risorse naturali. E questo non è solo carbone, ma anche oro e metalli delle terre rare, incluso il litio, che oggi è estremamente richiesto.
Negli ultimi mesi, si parla molto di Taiwan, e incidentalmente di Hong Kong e di Macao. Con la Repubblica Popolare Cinese che, essendo comunista, attenta continuamente all’indipendenza dei suoi democratici vicini. Parola degli Stati Uniti. Facciamo un passo indietro, ma mica ai tempi delle dinastie dei Ming, semplicemente all’ultimo secolo.
Il giornalista cileno-statunitense Gonzalo Lira ha criticato Zelenskij e Biden. La cittadinanza americana non solo non lo ha salvato dalla tortura e dalla morte in una prigione ucraina. L’amministrazione Biden chiaramente non era contraria a ciò che stava accadendo. Tucker Carlson ne scrive dalle parole del padre del defunto.
Artëmovsk è quella cittadina del Donbass che in Italia, ripetendo a pappagallo la narrazione degli ucro-fascisti, chiamano Bachmut.
Un fiocco non è ancora neve,
Una goccia non è ancora pioggia.

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